Gay news 20/07/2009: India, legalizzata l'omosessualità
    18 dicembre 2005
Un lungo cammino

Siamo sempre qui, e siamo sempre noi, che tra poche ore entreremo nel nostro tredicesimo mese assieme.
Il mio amore mi ha regalato un bellissimo lettore mp3/wma, registratore vocale, radio fm, che funge anche da chiavetta USB da 512 MB e che, piccolo e nero come mi aveva preannunciato, sta nel palmo di una palmo: gli sono più che riconoscente.
Non aveva bisogno di un regalo materiale (soprattutto se non economico, argh =.=) per dimostrarmi i suoi sentimenti ma ciò non toglie che mi ha fatto felice, come un bimbo che riceve un bel giocattolone colorato :)
In questi giorni siamo riusciti a litigare meno dei nostri periodi più turbolenti e questo è un passo avanti: stiamo percorrendo assieme un lungo cammino, teso a smussare i lati più insidiosi della nostra personalità, e continuare a condividere la nostra rotta.
I progressi ci sono stati e tante volte siamo riusciti ad evitare di scannarci per i soliti motivi, detti e ridetti, ed a venirci incontro con intelligenza: sono molto felice col mio cucciolo e davvero gongolo alla prospettiva di trascorrere il secondo Natale della mia vita assieme a lui.
Certo, c'è ancora strada da fare, e purtroppo ci sono dei lati del carattere del mio ragazzo che suscitano in me sentimenti contrastanti e mi impallano un po': l'irascibilità e la volubilità, per esempio, che, per quanto lo conosca, mi feriscono spesso, soprattutto quando sono causate da semplici discussioni teoriche; la sensazione che a volte ho di non essere mai riuscito a correggere abbastanza i miei limiti, come un automobilista costantemente al pit-stop; il sentirmi spesso appartenente ad una sfera, importante sì - ma anche limitata, della sua vita che non deve però sconfinare.
In questo il suo modo di pensare è rispettabile, ma io ho sempre pensato, invece, forse troppo pateticamente, che l'amore non dovesse avere confini in niente, che tra due persone che si amano fosse naturale potere navigare nell'alto mare del mondo dell'altro senza divieti di accesso.

Ad ogni modo, questa settimana, dopo la bella notte in albergo di Lunedì, trascorsa teneramente accucciolati tra le lenzuola con una musica dolce che ci faceva compagnia, ci siamo poi visti Venerdì, con una coppia di amici, G. e V., per sederci assieme davanti a una pizza in un locale di nuovissima apertura e dall'ambientazione estrosa (dall'esterno appariva come un gigantesco castello azzurro di carta pesta, all'interno univa una moderna sala giochi ad un arredamento di stampo medioevale); ieri poi, serata con gli amici nell'abituale cioccolateria, scherzando e ridendo tutti assieme.
E adesso sono qui, che avverto la mancanza del mio tesoro, che ora sarà oberato da un bel po' di lavoro.
    14 dicembre 2005
Magia di una notte

Questa sera, mentre il vento fischia nelle imposte chiuse delle finestre di camera mia, ascolto un po’ di musica lasciando andare la mia mente.
Questa stanza sembra sempre più fredda ed io mi sto abituando sempre più a dormire accanto al mio ragazzo, tanto che la notte devo abbracciarmi al cuscino immaginando di stare con lui per poter prendere sonno. Anche questa volta è stata una notte bellissima, siamo saliti presto in camera, ma non ci siamo spogliati, abbiamo messo un po’ di musica new age, abbassato le luci e fumato una sigaretta. Molte carezze scorrevano sui nostri corpi, mentre i respiri si fondevano ed i cuori cominciavano a battere all’unisono. Faceva freddo, ma non erano più le coperte a scaldarci, eravamo noi stessi fonte del nostro calore. Abbracciati, mentre sussurri si sostituivano alle parole, ci siamo lasciati andare. Rimanere abbracciati dopo essersi coccolati intimamente, starsene assieme sotto la stessa coperta, uno al fianco all’altro, è qualcosa che non riesco a spiegare, che mi fa sentire bene. Mi viene da sorridere pensando che non riuscivamo a dormire perché ci preoccupavamo l’uno della comodità dell’altro a discapito della propria. Abbiamo parlato, ma soprattutto abbiamo sorriso molto, perché la notte è trascorsa serena. Se anche si affrontavano argomenti per noi fonte di litigi di solito, lo si faceva con tranquillità ed armonia. Questa è la vita che desidero, vorrei tanto fosse così ogni notte.
E’ difficile starsene nel proprio, piccolo, freddo letto e sapere che il proprio compagno è lontano.
Sono una persona volubile e talvolta irascibile, ma sono comunque un ragazzo innamoratissimo.
Voglio ringraziarti, Omega, per la notte che mi hai regalato, per ciò che hai fatto e detto, per come hai reagito alle mie parole pungenti ed anche per le cose che hai fatto “per allontanare da me certi timori”, voglio dirti grazie, e voglio dirti, senza mai smettere di farlo, che ti amo da morire.

Come vorrei potermi alzare ogni mattino e scendere di casa con te, andare a fare colazione al bar e ridere facendo qualche battuta con la barista o con il venditore di sigarette, iniziare la giornata guardandoti sorridere e sapere che la sera saremo di nuovo vicini.
    06 dicembre 2005
Per continuare assieme

Amore,
con questo post non voglio alimentare rancori, anzi cercare una strada per limitare al massimo le nostre incomprensioni: siccome dovrò esprimere cose che potranno infastidirti, ti prego di osservarle sotto questa luce.
Il punto fondamentale, detto e ridetto, è innegabile: la quasi totalità delle nostre discussioni nasce dal fatto che io voglia stare in un qualche modo con te e tu non voglia, non possa o preferisca fare altro.
Su questo punto non si può discutere. Così come è anche vero che in passato sono stato egoista nel volerti avere troppo spesso per me.
Ora però ho fatto e sto facendo di tutto per correggere questa cosa e cambiare: ultimamente non ti ho fatto storie quando hai avuto bisogno di compagnia, anche se magari erano diversi giorni che non potevo nemmeno baciarti; ti ho detto di andare a giocare anche nei giorni in cui era consuetudine vederci; ho trovato la forza da chissà dove per lasciare la tua macchina al più presto possibile; ti ho lasciato intendere che avrei provato anche ad accettare una storia a distanza, nonostante tutto; insomma, e sto parlando dell'ultimo mesetto, non c'è cosa che io non abbia tentato per accontentarti anche a proposito delle cose riguardo alle quali ti eri lamentato.
Per me anche tu hai fatto moltissimo, però non posso dirti che nell'ultimissimo periodo sei riuscito a venirmi incontro riguardo alla questione del vederci/non vederci & derivate, perché non è così.
In coscienza, e l'ho scritto sopra, io penso di averlo fatto, almeno per un certo non breve tratto.
In misura sempre maggiore mi stai costantemente facendo pesare la tua presenza ed il tempo che mi dedichi: più volte quando ti ho chiesto se volevi venire da me per vederci mi hai risposto: "Che scelta ho?"; ancora mi hai promesso di tua spontanea volontà di vederci un Martedì e ti sei arrabbiato che io volessi farlo; la seconda volta che ti ho detto che avevo davvero bisogno di te ho dovuto pesantemente litigare per averti, e per averti col temporizzatore di interruzione, sapendo che la prima che l'avevo fatto... non lo ripeto, sennò dici che te lo ricordo ancora... diciamo solo che non ci si era visti.
Io mi sono stancato di lottare per vederti e fin ora l'ho fatto in una percentuale consistente di volte dei nostri incontri; mi fa male sapere che in innumerevoli occasioni mi hai fatto pentire di avere bisogno di te, pentire del bisogno di vederti; e quando hai sbagliato dando la priorità a te stesso, anche in casi in cui farlo significava calpestare i miei sentimenti, mi hai più volte ripetuto il ritornello: "Questa volta puoi anche avere ragione ma le altre?"... e io posso sempre avere ragione ma ciò è totalmente inutile dato che ci saranno sempre altre volte; mi fa male quando assumi modi da galletto che "non chiede mai", "non accetta ordini da nessuno", "non vuole essere limitato" e tutto il resto, e non mette mai da parte il tuo orgoglio per me che eppure lo mortifico costantemente per amor tuo.
Ci sarebbero tante cose da dirti che non riesco manco a scrivere... se vuoi comandare ed essere nervoso, ritirati in eremitaggio sul cucuzzolo di qualche montagna.
Chi non chiede mai otterrà sempre meno, e limitazioni ed obblighi (sia interni che esterni alla coppia) gravano sul tuo capo proprio come sul mio.
In più, non puoi pretendere che le tue parole siano prive di conseguenze: so che molte volte non sai controllare i tuoi toni e le conseguenze del modo in cui parli, ma saperlo non mi cambia le cose. Perché se mi dici la cosa X, l'effetto sarà X perché non sono in grado, pur conoscendoti, di capire Y. Dubito che qualcuno potrebbe farlo.
Se mi dici che non hai voglia di vedermi non posso interpretare che in realtà ce l'hai e "mi hai mentito" come hai detto oggi; tu vuoi che io capisca "bianco" quando dici "grigio" l'ottanta percento dei casi, e per la restante parte che il messaggio che mi arrivi sia "nero pece".
Se vuoi che le cose per vadano per il verso giusto, devi imparare ad esprimerti ed anche a tenere sotto controllo il tuo nervosismo, il tuo orgoglio e quant'altro. Mi hai chiesto di non proiettare il mio malessere familiare su di noi e sai quanto sono cambiato su questo, ma tu non hai mai imparato a frenarti, a controllarti, a non dare libero sfogo al tuo nervosismo a mie spese.
Se vuoi che qualche volta io non ti faccia storie perché mi chiedi di non vederci non puoi pretendere di venire a dirmi per esempio: "Oggi mi stai sul cazzo ma non ti preoccupare, è tutto tranquillo ci vediamo Sabato" oppure di chiosare: "Oggi devo giocare, se non mi fai andare sei un egoista, sempre il solito, perciò vaffanculo" ed aspettarti che dall'altra parte io ti risponda asseverando magari: "Agli ordini".
È molto grave che tu continui a vendere cara la tua presenza perché così mi spingi ad allontanarmi da te: io i miei passi, li ho fatti, li sto facendo e li farò, ora tocca a te però di farne qualcun altro, al di fuori di quelli già compiuti. Soprattutto tocca a te anche ammettere i tuoi errori, come ho fatto io, invece di volare pindaricamente al passato.

Mentre scrivo queste righe, mi viene in mente che manca poco al Natale ed alla fine di quest'anno: forza, amore, vediamo di andare avanti assieme verso il 2006, il 2036, e il 2136 (sai quanto Viagra ci vorrà? :D). Io lo voglio. Sì, andare avanti ad amarti, non pensate male.
    05 dicembre 2005
Ritrovarsi o perdersi

Questa sera sono solo in camera, confuso, fra decine di pensieri che turbinano nella mia mente.
Ultimamente ho ripensato ad eventi trascorsi, ad amici che non vedevo e non sentivo da tanto tempo per mia colpa, per mia inettitudine.
Tutti commettiamo degli errori, alcuni di loro ne hanno commessi nei miei confronti, come io nei loro, mentre per altri sono svanito nel nulla solo perché non volevo dover affrontare la verità innanzi a loro, non volevo ammettere cos’ero, ma infondo non ero mai stato obbligato a farlo.
Talvolta è come se mi celassi dietro a delle barriere inesistenti e credessi davvero che queste potrebbero proteggermi, ma la sola cosa da cui avrei dovuto proteggermi sarebbe stato da me stesso.
Negli ultimi giorni, dopo più di un anno di silenzio, ho trovato il coraggio di parlare, di dire la verità a due amici per me molto importanti ma che avevo abbandonato.
La paura di non essere accettato si trasformò nella paura di averli delusi, poi, col tempo, nella convinzione che il mio silenzio, la mia sparizione, li avrebbe feriti molto più di quanto assurdamente avrebbe potuto fare la mia rivelazione, e così, lasciandomi andare a stupide congetture, li stavo perdendo per sempre.
Questi amici vivono lontano, molto lontano da me, ma sono sempre stati come fratelli maggiori, come spalle su cui piangere o come amici con cui condividere le proprie gioie, vivono assieme ed io gioisco ogni qualvolta mi è concesso sapere di loro, ma ora che, dopo tanto tempo, ho ritrovato la loro amicizia dentro me stesso, trovando il coraggio di ripresentarmi e porgere le mie scuse con le spiegazioni necessarie, un peso insopportabile mi ha lasciato. Voglio ringraziarli, dir loro che sono stato uno stupido e che per me sono sempre stati importanti e mai, nel corso di questi mesi, ho smesso di pensare a loro.
A.e F., voi due siete stati e sarete sempre, come fratello maggiore e sorella maggiore per me ed ora so che posso ancora contare su di Voi e sulla vostra amicizia, per me di valore inestimabile. Grazie.
Oltre loro due, tuttavia, il mio stupido carattere e i miei errori mi hanno portato anche ad allontanarmi da altre persone, da amici che frequentavo con assiduità e che mi ricambiavano con molto affetto, un gruppo di persone di vari caratteri e di varie personalità che sapeva farmi sentire a casa. Chiedo scusa anche a loro, sapendo però che non potranno mai leggere queste parole sino a che non mi deciderò a rivelarmi anche con loro.
Infine, ma non certo per minore importanza, voglio porgere le mie scuse ad un altro gruppo di persone che, nell’ultimo anno, mi ha aiutato a crescere ed a fare scelte senza le quali oggi non sarei qui a scrivere. Ragazzi che, nonostante tutto, sono stati e restano per me importanti.
Con loro ho condiviso molto, una vacanza, serate interminabili a divertirsi e ridere di noi stessi, le prime persone a darmi il coraggio di accettarmi e rivelarmi per ciò che sono. Il rapporto con loro è finito poco dopo essermi fidanzato, per miei errori e per loro. Abbiamo forse sbagliato un po’ tutti, ma sono stato io a sparire e a decidere di troncare i rapporti, forse per stupidità.
Anche a loro, per quanto non abbia tutte le colpe di questa decisione, chiedo scusa ricordando loro i momenti belli trascorsi assieme, ma soprattutto ricordandoli a me stesso.
Per ultimo, voglio scrivere anche per Omega con cui stasera ho litigato.
Ti ho chiamato oggi dicendoti che non avevo voglia di vederti, pur sapendo che, dati i miei orari di lavoro, sarebbe passato molto tempo, forse più di un mese, prima che noi potessimo riavere un intero pomeriggio libero da trascorrere assieme. Capisco che tu ci sia rimasto male. Forse è naturale, ma io ritengo possibile, normale, anche che una persona possa aver voglia di starsene un po’ per conto sua una volta ogni tanto, e devi considerare che è la prima volta che mi capita. Non significa niente, non vuol dire certo che dubiti dei sentimenti o qualsiasi altro pensiero tu abbia potuto fare, noi viviamo l’amore diversamente ed io ho bisogno anche di questo ogni tanto. Come sai, ci sono stati problemi in famiglia oggi e te ne ho informato subito, poi, comprendendo pienamente la tua risposta e l’assurdità della mia richiesta, ti ho chiamato in serata dicendoti che volevo venire da te ma tu mi hai detto che non volevi. Avevo solo bisogno di stare con qualcuno dopo la brutta notizia di oggi ma posso capire la tua reazione, così ti ho detto che sarei sceso ma tu hai scatenato la fine del mondo dicendomi che volevi stare in chat. A volte trovo il tuo comportamento ossessivo, per quanto il mio non sia impeccabile.
Non dubito dei miei sentimenti, ma ti ripeto che ho bisogno di un po’ di libertà, specie in momenti particolari e tu non mi aiuti. Forse sono fatto in modo particolare, ma sono fatto così e come io ti ho accettato tu dovresti accettare me.
Del resto, a sommarsi a quanto sopra ti avevo già detto che non ero sereno, che ero nervoso ed arrabbiato per il fatto che tu avessi perso sia il bracciale che il ciondolo che ti ho regalato. Dici di non averli persi, e voglio anche crederti, ma continuo a pensare che sia stata tua la colpa, che tu sia stato sbadato e poco attento a non fare in modo che non finissero dove sono finiti. Non posso ignorare certe cose, non è nel mio carattere, e se ci vedevamo avremmo litigato per questo.
Mi conosci, almeno credo, e se non mi accetti per come sono fatto, non puoi chiedermi di accettare te nonostante ti ami.