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    23 novembre 2005
Un sognatore

Son diventato un sognatore
per sentirmi meno solo
e per non sapere più quanti anni ho.
Son diventato un sognatore,
vendo sogni per mestiere,
canto pure le canzoni che non so.
Mi basta avere gli occhi chiusi
per fotografare il mondo
e per guardare in negativo
quanto il mare sia profondo,
e questa ruga che ho sul viso
è il tatuaggio di un dolore:
io sono un sognatore.


Mi sono perso tra le stelle
e tra amori a buon mercato
ho toccato il fondo della libertà
:
c'è chi mi dice che son folle
o che sono fortunato
perché chi sogna delusioni non ne ha.
Forse sei stata tu la prima,
la sola ipotesi di vita,

forse continuo a dire forse
per non dire che è finita

le tue regole del gioco
le rispetto a malincuore
io sono... un sognatore

E vado via
ti lascio sulle labbra una poesia,
quel che sarà
per questa vita che importanza ha.

Son diventato un sognatore,
e
chi ha letto le mie carte
ha scoperto che un destino non ce l’ho,
e come fanno i sognatori
riesco a mettermi da parte
mentre il mondo mi continua a dire no.

Tra mille anni ci sarà
chi parlerà dei sognatori
come animali del passato
che mangiavano emozioni,
tra mille anni o tra due ore,
ma, lasciatemelo dire,
io resto un sognatore

E vado via,
vi lascio sulle labbra una poesia,
quel che sarà
per questa vita che importanza ha.
E vado via,
là dove il cielo
scende in fondo al mare,
che vuoi che sia
se al mondo resto solo
un sognatore?

Peppino Di Capri - Il Sognatore
    22 novembre 2005
19/11/2005 Buon Anniversario Amore mio

Mentre sorgeva il sole stamattina, io e il mio ragazzo eravamo l’uno accanto all’altro sotto una calda coperta. Risvegliarsi è dolcissimo, quando si aprono gli occhi guardando la persona che si ama sembra che la giornata inizi in modo diverso.
Nel corso di quest’anno ci sono stati tanti problemi ed io non credevo più che ci saremmo riusciti, dubitavo del fatto che avremmo raggiunto assieme il primo anniversario e invece ci siamo riusciti e ci amiamo ancora più di quanto possiamo raccontare in queste pagine.
Ricordo quando per puro caso aprii messenger alle 16 del pomeriggio e chiesi se qualcuno volesse farmi compagnia in discoteca, mi rispose, fra tanti, uno dei pochi contatti con cui non parlavo mai ed era per me un perfetto sconosciuto. Quella sera conobbi Omega.
Guardandolo per la prima volta pensai che un tipo così non avrebbe mai potuto interessarmi ed ero certo che dall’altro lato ci fossero le stesse sensazioni. Pioveva ininterrottamente e noi due, mentre parlavamo procedendo con le domande di rito al primo incontro, ci perdemmo.
Raggiungemmo la discoteca e passammo l’intera serata a parlare e ballare, poi ci salutammo sotto casa sua chiedendoci se ci saremmo più rivisti.
Talvolta, le sensazioni che si possono provare al primo impatto sono decisamente erronee e lo dimostra il fatto che pochi giorni dopo ci rivedemmo, poi ancora una volta ed un’altra ancora.
Quel ragazzo così insolito mi piaceva a differenza di ciò che avevo pensato la prima sera.
Compresi che anche per lui c’era interesse, che il desiderio di tentare una storia assieme era uguale per entrambi, sebbene nessuno avesse il coraggio di ammetterlo. Il diciannove novembre, dopo tante vicessitudini, ci scambiammo le prime carezze e da quel giorno non abbiamo più smesso.
Da quando sono con lui, nella mia vita sono cambiate molte cose, alcune in modo negativo purtroppo, ma la maggior parte in modo decisamente positivo.
Stiamo crescendo assieme, ci amiamo ed abbiamo tutta la volontà di progredire e di portare questo rapporto oltre ogni previsione, anche se sappiamo bene che sarà difficile.
Ci capita spesso di litigare, il più delle volte è per motivi futili, altre invece, per questioni fin troppo serie, ma è dolcissimo far pace e riaccendere il desiderio, la passione, l’amore.
Torno con la mente a molti episodi, ricordo, in modo particolare, la sera in cui baciai un altro ragazzo. Noi due non stavamo ancora assieme, non ufficialmente almeno, ma il mattino dopo ci decidemmo a parlarne e capimmo chiaramente le reciproche intenzioni. Ricordo, ancora, le passeggiate sul lungomare, le giornate trascorse in spiaggia e le dolci notti in albergo, fra cui alcune che rasentavano l’inverosimile pazzia di due ragazzi ubriachi.
Le innumerevoli uscite con amici, persone che ci hanno accolto e voluti bene e sono state spesso ricambiate, come anche persone con cui, per un motivo o per un altro, abbiamo dovuto interrompere i rapporti, forse commettendo così un errore.
Il tempo è passato troppo velocemente ed è sembrato troppo poco perché potessimo accorgerci che stavamo assieme già da un anno, ma ora siamo convinti che se ci impegneremo a rispettare di più le esigenze reciproche, questo rapporto potrà durare in eterno.
Dai propri errori si impara e si cresce e se non è così vuol dire che non se ne ha voglia.
Mi è capitato per due volte di sentire ancora quelle sensazioni, le stesse di quel diciannove novembre, come se per altre due volte mi fossi innamorato di nuovo, mi bastasse tenere la sua mano per sentire dentro di me sensazioni indescrivibili, e l’ultima volta è successo proprio oggi, allo scadere di un anno esatto di rapporto.
Non voglio più dilungarmi in parole, la sola cosa che voglio ripetere e che lo amo, per quanto patetico possa sembrare, non riesco a dire altro …

Ti Amo piccolo mio, buon Anniversario.
    19 novembre 2005
Un anno assieme

Il calendario oggi segna il 19 novembre 2005: un anno fa io e il mio Alfa ci scambiavamo il primo bacio e ci abbracciavamo per la prima volta.
Ripercorrerò dopo alcune tappe salienti di quest'anno trascorso assieme, prima voglio iniziare col raccontare la serata (e la nottata) di ieri, Venerdì 18.
Verso le sette o giù di lì il mio amore è venuto a prendermi sotto casa: avevamo deciso nel pomeriggio di festeggiare romanticamente, regalandoci una notte assieme in una camera d'albergo, come già avevamo fatto diverse volte.
Il tempo trascorso stavolta prima di rivederlo era stato più lungo del solito, soprattutto perché in settimana c'erano state grandi discussioni che avevano anche rischiato di mettere in gioco tutto. Motivi? Complicato spiegarlo, diciamo in sintesi incomprensioni tra di noi.
Ad ogni modo, tornando a ieri, siamo quindi arrivati a P.: una passeggiata a piedi, nella fredda notte ispida di vento, e poi via a mangiare una pizza.
Ai tavolini il mio amore mi confessa che aveva mancato ancora una volta a una promessa fattami e ci rimango infinitamente male, ma basta che non si ripeta più. Ordiniamo una margherita e una capricciosa più una a birra a testa, già sapendo che andrà a finire che ci ubriacheremo.
Infatti ne aggiungiamo subito un'altra, poi prenotiamo la camera e aggiungiamo che torneremo più tardi ad occuparla. Il proprietario ci fa notare che fa freddo, perciò non ci conviene trattenerci a lungo fuori, e in sovrimpressione sul campo visivo compare la scritta: "FATEMI ANDARE A DORMIRE".
Usciamo e ci dirigiamo subito al bar: due cocktail "Angelo Azzurro" uno dietro l'altro. L'alcol ci prende, il mio amore, con fare estroverso scherza con la barista, all'apparenza più brilla di noi, sul fatto che mi piaccia bere un sorso d'acqua dopo e non prima il caffè, e fa apparire il mio modo di fare come ben raro.
E lei gli risponde: "Anch'io faccio così"
Faccia delusa di Alfa a cui si aggiunge una voce dal fondo dei tavolini lì dietro.
"Sì, io pure"
Frustazione del mio cucciolo bastardo, io scoppio a ridere
Il mio amore osserva in esposizione un
astuccio a forma di cuore, ripieno di Baci Perugina e decide di regalarmelo, dimenticandosi tra l’altro di chiedere prima il prezzo.
La nostra allegria si fa sempre più convulsa ed incontrollabile, così decidiamo di ritornare in albergo e salire in camera, dopo esserci però concessi il colpo di grazia, bevendo ancora una birra.
Ci buttiamo sul letto o per meglio dire ci buttiamo uno sopra l'altro sul letto: siamo completamente sballati e le carezze hanno un che di ingordo, passionale e sincopato e poi, per così dire, ci diamo dentro... ehm :P Meglio che lo dica io, prima che qualcuno che commenta esprima il suo scetticismo sul nostro essere bimbi buoni.
Suona anche il cellulare e il mio amore caccia una voce rauca e dearticolata, tipo grugnito da mostro umanoide dei sotterranei.
Lo sento sforzarsi di mandar fuori la parola "Al...ber...go" che còmpita sillaba per sillaba con qualche sforzo per emetterla.
Ci pietrifichiamo nel sonno alla maniera dei macigni. Mi ridesto per primo quando manca mezz'ora alla nostra sveglia prevista per le sei. Lo faccio notare al mio cucciolo e tentiamo di sbarazzarci della stanchezza. Il mio amore delira sul fatto che il gigante è venuto (in che senso poi non si sa) e quando gli chiedo che cadmio sta dicendo inizia a parlare della copertina di talune guide turistiche inesistenti. Ah, beate allucinazioni :P
Ci rivestiamo alla meno peggio e poi... non si trovano le chiavi della macchina! Ma una notte normale senza complicazioni, no eh? Vabbè che siamo due deviati mentali, come il mio amore ama dire, e che date le premesse....
Ad ogni modo giù a cercare in camera, sotto al letto, nei tiretti del comodino, nel cestino dell'immondizia. Poi a chiedere all'accettazione e in pizzeria se abbiamo dimenticato qualcosa. Infine, in un parossismo crescente di disperazione e surrealismo, a ripercorrere il
viale alberato, i negozi ed i bar della sera precedente. A buttarci ginocchioni di canto alla macchina per tentare tutto il tentabile. Giungo a chiedere informazioni allo spazzino che incontriamo per via.
Poi, dopo aver fatto tutte le congetture umane e fantastiche su come risolvere il nostro problema, si decide di ritornare in hotel e chiedere di poter frugare meglio.... ed ecco che spunta fuori la chiave, ben nascosta, scivolata sotto l'armadio!
Ritornati in possesso di una dose sufficiente di tranquillità, ancora un cornetto prima di tornare a casa. Lo prendiamo lì dove poco prima avevamo spiegato il nostro dramma, sperando di averla dimenticata in quel posto.
- L'avete poi trovata?
- Sì, sì - risponde rassicurato Alfa.
- Meno male, e dov'era? - aggiunge la barista dall'accento straniero.
Attimo di panico e silenzio del mio amore che imbastisce subito imprimendo forza al tono:
- Sotto.... la macchina!
Siamo nelle prime ore del mattino: il sole, appena sorto, già irradia di luce tutto il
panorama.

Quest'anno è scorso via molto velocemente e voglio passare, seppure rapidamente, in rassegna alcuni bei momenti che mi tornano ora alla mente.
A partire dal
giorno in cui ho incontrato il mio amore, alla prima volta che mi ha detto "ti amo", dopo circa un mese scarso che stavamo assieme, momento che non posso dimenticare..
Eravamo in macchina, sdraiati, lui sopra di me, e lo vedo abbassare gli occhi, prendere fiato e mandare giù, come stesse inghiottendo, tutto di un fiato a voce alta: "Ti amo".
Sul momento pensai che si era innamorato troppo presto e per esperienza supposi che chi impiegava poco a convincersi di amare era altrettanto rapido nel persuadersi del contrario. Però, al contempo, mi sciolsi ed ebbi tanta, tanta paura perché temevo di non innamorarmi e di farlo soffrire.
Ricordo poi con piacere le vacanze di Natale dell'anno scorso, e per esempio quando conobbi la sorella del mio ragazzo. Mi viene in mente quando dissi al mio amore che anch'io lo amavo e ci appoggiammo, per metà ubriachi, su un muriciolo in mezzo al verde di una strada deserta vicina al pub dove eravamo con gli altri amici, a divorarci di baci e stritolarci di abbracci. Mi sovviene anche il Capodanno 2005, quando insieme vedemmo sorgere assieme l'alba, meraviglioso, e il bigliettino in cartoncino rosso pieno di frasi dolci in cui il mio amore si augurava già una vita assieme a me, ed io vedevo per la prima volta la sua scrittura.
E poi, confusamente, si riaffacciano al pensiero le immagini di quest'estate,
noi due romanticamente sulla spiaggia, e ancora di quello che combinammo la prima volta che decidemmo di pernottare assieme in albergo.
Quando iniziò l'anno solare che ora man mano scorre via verso il termine ci augurammo di poterlo trascorrere assieme, come primo di tanti altri. Posso ora confessare che allora non credevo che sarebbe stato così ed invece siamo ancora qua! Ti amissimo.