Gay news 20/07/2009: India, legalizzata l'omosessualità
    26 settembre 2005
Un commento di un homologato

Cercavo la canzone delle Spice...e sono capitato in questo blog... Dopo dieci
minuti di lettura mi è venuto un dubbio...ma state bene?A parte i nomi ridicoli
di fantasia (alfa e omega, l'inizio e la fine...vostra spero...), a parte
l'inutilità sociale di questo blog, a parte i racconti infantili e superficiali,
a parte la stancante ripetitività delle storie, a parte la mielosità diabetica a
limite del collasso (come si vede che non conoscete minimamente cosa significa
un rapporto), a parte tutto, strumentalizzate il mondo gay che non vi appartiene
affatto... Un consiglio? Non fatevi vedere troppo in giro...

A parte che la canzone delle Spice Girls ha il titolo di Two Become One, senza la esse, e non potresti aver trovato questo blog, se non mettendo come chiave di ricerca un titolo errato, i commenti negativi sono ben accetti.
Ma se hanno anche un senso è meglio.
Dopo dieci minuti di lettura ti è venuto un dubbio: be', credi che dieci minuti di lettura di un blog bastino per giudicare la sanità mentale di due persone? A me vengono i dubbi sulla tua, dati i giudizi affrettati.
In quanto ai nomi ridicoli, la tua è semplicemente un'opinione personale che prendo come tale e ti ringrazio di averla espressa. I gusti son diversi, si sa, a me il tuo nick Melman, ad esempio, ricorda la melma ma a te deve piacere un sacco, ed è giusto così.
Parli dell'inutilità sociale del blog: un'altra opinione strettamente personale espressa a sproposito in quanto non ricordo che abbiamo mai scritto di voler essere utili alla società e in quanto il fine di questo blog è innanzitutto personale e solo in secondo luogo vuole trasmettere un messaggio che, si sa, non può essere recipito da tutti.
Sull'infantilismo e la superficialità dei racconti sarei curioso di leggere tuoi scritti, per poterli valutare, sulla ripetitività il blog, esso racconta la nostra vita e se tu hai il culo rotto di fare ogni giorno qualcosa di non ripetitivo, mi congratulo con te.
Parli di mielosità diabetica e ci accusi di non sapere cosa significa un rapporto. Be', spiegaci tu il significato universale di un rapporto, maestro. Credi davvero che esso esista e sia definibile in quattro parole e codesta definizione valga per tutti? Io penso invece che ognuno debba vivere con il suo partner così come gli detta il cuore e stop.
E in quanto all'essere sdolcinati probabilmente possiamo talvolta esserlo ma non ci sembra una colpa: se non si indulge alla dolcezza in amore dove si deve farlo?
L'acme e l'apotesi del tuo commento è poi la tara di cui ci incolpi alla fine, quella di strumentalizzare il mondo gay. Si vede che ti piace adoperare parole di moda senza circostanziarle. Come? In che modo? A che fine? Per quale vantaggio personale? Non si sa.
E poi che cos'è il mondo gay? Io sono più propenso a ritenere che anch'esso non esista come entità univoca, come lasci intendere con questa spaventevole e massificata definizione. Ci sono tanti omosessuali ognuno diverso dall'altro, non c'è il mondo gay, come non esiste il pianeta etero, la galassia trans e la costellazione lesbo. O forse per te queste cose esistono e senti di appartenervi e ti auguro perciò una buona homologazione. Contento tu.
Non ci appartiene? Laudetur Jesus Christus.
Un consiglio? Fatti vedere molto spesso in giro, anche e soprattutto su questo blog, così mi dài modo di farci divertire un po'.
   
Per amore non so cosa farei...

Alfa e Omega sono tornati a rivedersi Sabato, dopo quasi una settimana che non avevano avuto modo di trascorrere del tempo assieme.
Si sono recati a casa di Em. dove, tra karaoke improvvisato, giochini di gruppo e domande piccanti, si sono condivise delle piacevoli ore.
La serata è poi preseguita per i due ragazzi anche se è stata, purtroppo, rovinata da un imprevisto non secondario, e assolutamente indipendente dalla volontà della nostra coppia.
Quando il cielo si appressava all'albeggiare, Alfa era tristissimo, Omega terrorizzato, e si sono dovuti salutare in quello stato.
È stato per questo motivo che ieri, Domenica, quest'ultimo ha fatto di tutto per potersi recare dal suo compagno, sul posto di lavoro: sapeva che era necessario tranquillizzarlo, e ripetergli che ciò che provava per lui era più forte di qualunque cosa, anche di se stesso - nonostante fosse umano in certe situazioni impaurirsi. Il desiderio di rimanergli tutta la vita accanto non si sarebbe lasciato vincere da niente e rimaneva lì, più intenso che mai.
Sceso di casa alle 16 e pochi minuti, Omega, essendo un giorno festivo e considerati diversi colpi di sfiga, sfortunatamente è riuscito ad arrivare a N. solo alle 17 e a destinazione alle 19:45 circa. Poco di meno di quattr'ore di viaggio e attesa che in quelle circostanze sembravano tremendamente interminabili.
Il tempo trascorso nello stabile lavorativo è stato comunque bellissimo: il solo restare accanto al proprio cucciolo, che eppure era impegnato a lavorare e sia pure con le frequenti interruzioni di D.C., non ha prezzo. E poi i ragazzi hanno trovato anche il modo di rimanere un po' abbracciati e sussurrare l'uno all'altro che si amavano e sarebbero andati avanti, nonostante qualsiasi cosa.
È stato anche bello, verso la fine, quando il grosso del lavoro era stato fatto, mettersi a giocare assieme per far passare il tempo, dall'impiccato, al tris, a un'improvvisata partita di Forza 4 giocata su carta.
Poco dopo le ventidue è arrivato anche l'amico G. con cui i due hanno avuto sicuramente piacere di trascorrere un po' di tempo assieme: poi Alfa ha chiuso lo stabile e sono andati tutti e tre a prendere un fagottino ed un caffè e quindi, tra chiacchiere varie ed eventuali, si sono, da soli, recati nella città di Omega.
È sorta in macchina una piccola discussione tra loro due, in quanto il compagno di quest'ultimo avrebbe preferito avere compagnia durante il viaggio di ritorno e ha accusato il proprio compagno di essere egoista. Sentirsi tacciati di tale colpa il giorno in cui si è fatto così tanto, tra treni, biglietti, genitori e altro, per andare a fare un po' di compagnia sul lavoro al proprio amore, e farlo sentire meno solo e meno giù, il giorno in cui si è accettato di sorbire a casa ancora più storie per non mettere in difficoltà nessuno, oltretutto il giorno in cui si è dimostrato ancora una volta, con i fatti e non colle parole, di essere pronti a mettere in gioco la propria vita per la felicità di entrambi, è un po' come vedersi crollare addosso le macerie di un grattacielo mentre la signora del trentesimo piano lascia casualmente cadere un piccone di diverse tonnellate, di quelli che andrebbero bene per scavare i trafori del Monte Bianco. Omega ci è rimasto un po' di merda ma sa che, alcune volte il suo amore parla pesantemente a sproposito.
Gli ultimi scampoli di tempo si sono trascorsi a discorrere di diversi argomenti lasciati in sospeso: per esempio, Alfa ha detto che vedersi un po' di meno aumenta il desiderio e, sia pure scherzando, ha aggiunto che non c'era una prescrizione secondo la quale i due dovessero stare assieme addirittura e persino tre volte a settimana. Omega imparerà a tenerlo presente nei casi in cui se ne strafrega di tutto pur di regalare un po' di tempo al suo amore. Magari regalarne un po' di meno può portare benefici in più, vallo a sapere.
È poi venuto anche il tempo delle richieste: Alfa ha domandato al compagno di non vedere più gli amici nei giorni in cui questi si recassero in un ambiente gay (cioè, ultimamente, nel 70% delle loro uscite) e Omega dal canto suo preferirebbe che il suo compagno si applicasse ai giochi di ruolo il Venerdì, e vi rinunciasse nel solo ed unico caso in cui avesse un solo giorno libero alla settimana, come secondo spontanea promessa del suo amore, e come potrebbe difatti succedere. Questi sono desideri che indubbiamente potrebbero causare privazioni a entrambi e si sa che non sarà facile esaudirli sempre.
È forse opportuno aggiungere qui che ad Omega non frega niente di andare in un locale omosessuale, che non tradirebbe mai il suo amore, che d'ora in poi è pronto a prendere anche a pugni chiunque si azzardi ad eccedere i limiti della decenza, con le parole o coi fatti, che non berrà niente di niente di alcolico e si terrà sempre circondato dal suo gruppo, e che, pur di non farlo preoccupare, si augura persino che la sua banda smetta di frequentare certi posti, nonostante sia comunque molto divertente andarvi.
Quello che gli frega un po' è solo non rinunciare a tante occasioni di divertimento con la propria comitiva, nei giorni in cui sarebbe costretto a rimanere, solo e senza compagnia del suo amore, nell'angusta atmosfera familiare, cosa che comunque, nonostante tutto, farebbe, ha fatto e potrebbe ancora fare.
Verso le 3 la serata si è alla fine conclusa, in modo dolcissimo, tra abbracci rubati al luogo ed al tempo, e promesse di farcela sempre assieme a vincere qualsiasi incomprensione interna od ostacolo esterno.
    24 settembre 2005
Non per noi due

Chiedo scusa se oggi utilizzerò nuovamente questo blog non per parlare di noi due, ma per dedicare una canzone ad una persona alla quale non la farò mai leggere.

Mi sembravi alto, altissimo quando ero piccolino
eri il mio gigante buono che giocava a nascondino,
mi batteva forte il cuore mentre stavo ad aspettare
felice di nascondermi ma anche di farmi trovare.
Ti sentivo forte e a volte mi facevi un po' paura
ma eri il mio cavallo docile e il tappeto, la pianura
e scendevo e camminavo nelle tue scarpe pesanti
fra colline di poltrone coi miei passi da gigante.
Era dolce, era dolcissimo, lo ricordo e te lo dico
eri il mio più grande eroe, eri il primo vero amico
Sei però rimpicciolito i primi anni della scuola,
tornavi tardi a casa e la mamma sempre sola,
mi svegliavo d'improvviso e vi sentivo ancora urlare
eri sempre più nervoso e non mi stavi ad ascoltare.
Altre volte mi picchiavi e le tue parole dure
spalancavano soltanto una vita di paure.
Eri assente, irraggiungibile, io ti odiavo e te lo dico
eri in sogno l'uomo nero, eri a un tratto il mio nemico.
E ho portato come un lutto il tuo sangue nelle vene
ma il mio cuore per dispetto ti voleva ancora bene
e ora babbo te lo scrivo come quando ero bambino,
come quando per trovarci giocavamo a nascondino.
E ora è freddo anzi freddissimo, piango mentre te lo dico
cosa aspetti ad arrivare, babbo, se mi sei amico?
Era dolce, era dolcissimo, l'ho capito e te lo scrivo,
quante volte io dovrò morire per sentirmi ancora vivo?
(Marco Masini - Caro babbo)
A mio Padre
    21 settembre 2005
Due cuori e... una "campagna"

Dieci mesi, sono trascorsi ben dieci mesi dalla sera in cui i due ragazzi si sono scambiati il primo bacio: un periodo lungo ma al tempo stesso troppo breve per una storia così intensa.
Insieme hanno attraversato momenti bellissimi, alcuni meno belli, altri addirittura tristi, ma la coppia ha fin ora resistito a tante prove, e di sicuro resisterà ancora per molto tempo, chissà, forse per sempre, com'è nei sogni di entrambi.
Il periodo che stanno attraversando non è dei migliori: Alfa non ha ancora ripreso a lavorare e non è tornato ad avere una stabilità economica, Omega ha ricominciato a studiare e le sue libertà si sono nuovamente assottigliate.
Problemi familiari attanagliano i ragazzi, in un senso o nell'altro, ma non tutto va così male.
Le discussioni che si susseguivano senza sosta sembrano essere ormai lontane o almeno, quando capitano, i due innamorati non alzano la voce né si attaccano tra loro, discutono con semplicità, come facevano nei primi mesi.
Il giorno prima del diciannovesimo giorno del nono mese del corrente anno, data in cui hanno poi festeggiato dieci mesi assieme, i ragazzi sono andati ad un caffè a loro noto, in cui spesso sono stati con gli amici di Omega, e che tra l'altro si trova nella città la quale è spesso stata cornice dei loro momenti più belli.
Hanno preso una cioccolata calda e qualche dolcino, poi sono andati in giro chiacchierando e sorridendo, dimenticandosi del resto del mondo.
Ogniqualvolta gli occhi di Alfa si fermano in quelli del compagno, sembra che il tempo si fermi ed egli si perda in quel profondo splendore che in nessun altro posto dell'universo potrebbe trovare.
Tuttavia, c'è stato un solo piccolo neo nella serata.
Alfa ha una passione molto forte per i giochi di ruolo, in modo particolare quelli cartacei. Sapendo che a breve avrebbe ripreso a lavorare ed avrebbe avuto liberi solo il giovedì ed il venerdì, quest'ultimo solitamente impegnato per il gioco, ha preso un impegno in fumetteria per il giovedì ed ha "abbandonato" il gioco del venerdì, sebbene questo abbia comportato un grande litigio con i suoi amici, con i quali, per questi ed altri motivi, ha rotto ogni rapporto.
Da quando sta con Omega, lui ha rinunciato a tante cose, alcune di queste con sacrificio, altre senza, e quando ha preso impegni al di fuori della coppia ha cercato sempre di coinvolgere il proprio ragazzo, ma questi in alcuni casi non ha voluto poiché non hanno gli stessi interessi.
La campagna di gioco è stata dunque la causa di una lunga discussione, fatta in modo quasi sereno, però resta che la discussione c'è stata ed è durata a lungo.
Il tempo cambia le persone e le cose, forse non cambierà mai l'amore di questi due ragazzi, ma nel loro rapporto ci sono stati e ci saranno dei mutamenti inevitabili, starà soltanto a loro saperli accettare.
Tutto ciò ha comportato comunque altri problemi. Poiché Alfa si è impegnato il giovedì, Omega è andato a ballare con degli amici in un discopub che proprio quel giorno organizza serate gay.
Saperlo non è certo stato bello per il suo fidanzato, ma non gli ha detto di non andarci, non sarebbe stato corretto poiché era stato lui a lasciare solo, in quella serata, il suo compagno.
Quando Omega ha raccontato al fidanzato che quella sera una coppia di ragazzi ci aveva provato con lui, ad Alfa è cambiato un po' il modo di vedere la cosa. È diventato geloso, e tanto, perché lo ama.
Ora Alfa non sa che fare, non vuole negare niente al suo ragazzo, né privarlo di alcunché, di lui si fida, ma non si fida degli altri, né delle situazioni che possono venirsi a creare...
    09 settembre 2005
Come agl'inizi

Il mese di Agosto, e con esso l'estate, è andato via, trascinando fortunatamente con sé buona parte delle incomprensioni che avevano coinvolto la nostra coppia.

Ieri si era organizzata un’uscita un po' particolare: Em., un amico di Omega, aveva proposto di recarsi in un locale gay - un incrocio tra un pub e una minidisco all'aperto - per conoscere ed incontrare un ragazzo ed in più per avere l'occasione di rivedere qualche vecchio amico che avrebbe potuto inserirlo nel "giro" di quell'ambiente, essendo egli ultimamente ritornato single.

Alfa si è incontrato con il suo compagno alle sette circa e, tra un caffè, qualche sigaretta e un po' di chiacchiere, hanno atteso l'ora dell'appuntamento con gli altri (li raggiungeva infatti anche l'amica Jo.)

La prima parte della serata è scorsa via tranquilla e senza problemi: Omega ha spiegato al suo ragazzo che negli ultimi giorni, una dietro l'altra, gliene aveva combinate un po', ferendolo con certe parole e taluni comportamenti.

Il ragazzo di Alfa lamentava, infatti, un'eccessiva razionalizzazione del rapporto da parte del compagno ed un suo atteggiamento troppo spesso teso ad allontanarli piuttosto che il contrario, vuoi per preservare i propri spazi e divertimenti, vuoi per distrazione, vuoi per carattere o nervosismo, vuoi per altre valide ragioni ma l'effetto era quello. Si è discusso però con grande calma, nessuno si è fatto prendere da parole più grandi di lui, e anche quel tempo passato a sollevare questioni quantomeno delicate non ha esacerbato gli animi anzi tutt’altro.

All’ora convenuta, le ventuno e trenta, l’allegra combriccola si è radunata e, dopo diverse esitazioni, è riuscita a raggiungere il ritrovo ed entrarvi, nonostante fosse richiesto una tessera che ovviamente nessuno aveva.

Le ore trascorse lì dentro sono state divertentissime e fantastiche, sia per l’atmosfera affettuosa e ludica che avvolgeva tutti, sia perché il posto non era niente male e si potrebbe dire che c’era affiatamento nel gruppetto.

Si è giocato e chiacchierato tutti assieme e Omega è stato particolarmente felice di mostrare ad Alfa i suoi amici in un lato più intimo e particolare e nell’intraprendere certe discussioni tutti e quattro.

Dopo aver capito dove stesse il resto del mondo ci si è aggregati al casino riversandosi all’aperto a ballare: delusione di Em. per il tizio che voleva vedere di persona, una consumazione (grazie, amore: ascoltandomi ieri e promettendomi quella cosa mi hai fatto il più bel regalo del mondo) e già un po’ di euforia iniziava a salire.

La nostra coppia si è appartata un pochino e, complice quel pizzico di alcol, ha trovato il coraggio di profondersi alcune effusioni più o meno spinte e smettere di controfigurare da stoccafissi in pista.

Omega ha avuto la conferma che, nonostante la mercanzia in esposizione non fosse tutta da scartare e sebbene ci fossero chiaramente diversi saldi e offerte di svendita tipo tre per due (è stato abbordato da uno che lo ha avvicinato chiamandolo con un nome fittizio, salutato da un altro e qualcuno è rimasto un po’ con la mano sulla sua spalla) tutto ciò che voleva e desiderava era solo il suo amore.

Giunta l’ora di andare via e salutati gli altri la serata è proseguita in privato ed era davvero tantissimo tempo che i due non trascorrevano assieme la notte ed è stato immensamente fantastico concedersi un po’ di supplementari come ai vecchi tempi: il ragazzo di Alfa ha apprezzato davvero tanto lo sforzo e i sacrifici del suo compagno, portati avanti su molteplici fronti.

Rintanarsi in intimità è valso ad assaporare momenti molto passionali e di felicità allo stato puro, quella che solo l’amore può dare, e per essere sinceri anche – finalmente! – un po’ di piacere meno trascendentale ed egualmente stupendo.

È poi segnatamente romantico entrare all’alba in un minuscolo baretto, completamente deserto, e sprofondare i denti in un cornetto alla nutella e sorseggiare un caffè, mentre dall’entrata si staglia uno scorcio di strada silenziosa, appena rischiarata da un vago principio di luminescenza diurna, e dalle casse della radio viene diffusa una vecchia canzone dolce di inizio secolo.

E così anche questa bella nottata, bel miscuglio di amicizia, divertimento, affiatamento, amore, passionalità e tutto il resto è terminata. Ma l’amore è sempre più vivo che mai.

   
Balla con me

Da quando Alfa ha postato l'ultima volta è trascorso un po' di tempo. Sono le sette del mattino, fuori i passerotti cinguettano allegramente annunciando lo schiarire del nuovo giorno e lui è seduto davanti al computer, appena rientrato da una nottata trascorsa in modo magnifico.
È andato a prendere Omega alle sette della sera ed insieme hanno fatto una passeggiata sul lungomare attendendo che si facesse l'ora di vedersi con gli amici. Alle ventuno, infatti, i due, come da appuntamento, sono andati sotto casa di Em., dove, fermata la macchina, assieme all'amico sono partiti per andare a prendere la quarta componente della serata, una ragazza dolcissima, con due occhi che sembrano poter penetrare qualsiasi barriera ed un sorriso capace di sbaragliare le difese più ardue della tristezza: Jo.
Dopo un non lungo tragitto in auto, mentre scorrevano canzoni trash e si discuteva scherzosamente, sono giunti a destinazione o almeno nei pressi di questa, dato che nessuno dei quattro sapeva esattamente dove fosse situato il locale.
Em. ha telefonato ad un suo amico e questi gli ha fornito l'indicazione giusta.
Sembrava quasi che dovessero rinunciare, l'ingresso era riservato ai soci tesserati, ma poi li hanno fatti entrare.
Per un po' di tempo, sono rimasti soli nel locale e per ingannare l'attesa, Em. si è inventato un giochino da fare con le mani: se non sono stati ricoverati in un centro neuropsichiatrico per questo è solo perché il locale era ancora vuoto, almeno si sono divertiti.
Più tardi mentre si sperava nell'arrivo di un playboy golden man e si scherzava sull'andamento da modelle di alcuni neoarrivati, è stato proposto di uscire per fumare una sigaretta. Mai idea fu più proficua.
Sarebbero restati al tavolo a battere le mani come bambinetti mentre il resto del locale, per niente vuoto, svolgeva la sua vita al piano superiore, all'aperto, dove moltissime persone si accalcavano ballando e bevendo qualcosa.
Per prima cosa bisognava rintracciare l'uomo dal coniglio d'oro, anche detto Gallinello.
La nostra coppia è andata in avanscoperta mentre Em. e Jo. restavano ad aspettare senza accorgersi che il ricercato era poco distante da loro.
Trovato l'uomo misterioso, i quattro ragazzi hanno iniziato a ballare fino a che non è avvenuto il contatto. Altro che Gallinello, una vera Oca!
Terminata la missione segreta, i ragazzi si sono dati al ballo, mentre il povero Em. cercava tra la folla qualche preda commestibile. Un saluto ad un vecchio amico, poi Alfa ed Omega sono scesi a prendere una birra mentre gli altri due sono rimasti scegliendo il reparto superalcolici.
Dopo aver sorseggiato la bibita fredda, poggiati ad una parete al piano inferiore, lontani dalla folla, si sono baciati e si sono poi trattenuti a parlare.
Mentre il tempo passava, la musica andava più forte, i quattro amici si sono riuniti dopo lunghe ricerche tra la gente ed hanno ripreso a ballare assieme mentre Em. continuava la sua disperata ricerca fra piattini sventolanti e biondini dall'occhiata facile.
Divertimento, ballo, amici, una serata magnifica che volgeva però al termine.
Dopo una sosta, i quattro hanno lasciato il locale ed hanno riaccompagnato J. a casa.
Dopo aver salutato anche Em., i due ragazzi hanno deciso di dedicarsi anche un po' di tempo in privato, così, dopo aver raggiunto il solito posto, si sono scambiati qualche bacio, coccole ed abbracci.
Non mancava molto al sorgere del sole, forse era meglio attendere che i genitori di Omega si fossero svegliati prima di bussare al citofono, per cui, i due si sono fermati al bar a prendere un caffè ed un cornetto, poi sotto casa a parlare e ancora una volta a ripetersi l'un l'altro che si amavano.
L'ultimo bacio ha concluso la nottata mentre i primi raggi di luce facevano capolino all'orizzonte, Alfa è ripartito verso casa subito dopo aver ricevuto lo squillo di conferma dell'amato che lo rassicurava del fatto di essere ormai a casa.

Una serata passata così, con semplicità, come quelle trascorse agli inizi, con degli amici fantastici e nella libertà di amarsi senza doversi nascondere, di poter parlare senza doversi aggredire.

Ancora una volta... Omega, Ti Amo!