Gay news 20/07/2009: India, legalizzata l'omosessualità
    26 giugno 2005
Una romantica notte allo sbaraglio

Alfa e Omega avevano convenuto di trascorrere la notte di ieri assieme in hotel per festeggiare il loro settimo mesiversario e la ricorrenza quasi sincrona dei rispettivi onomastici.
Ma la nottata è stata un susseguirsi di impreveduti e rocamboleschi colpi di scena e incoscienti avventure, sia pure a lieto fine.
Preambolo: la macchina di Alfa si era fusa il giorno prima, tra l'altro in autostrada, emanando consistenti fumate. Quindi rimaneva solo da ricorrere ai treni.
I due arrivano quindi nella vicina città di *** dove avevano prenotato una matrimoniale in un albergo. Il proprietario li chiama, chiede quando prevedono di arrivare e gli viene risposto che l'ora è compresa tra le nove e mezza e le dieci e trenta.
Nella perfetta media matematica dei due orari, i ragazzi riescono fortunosamente a raggiungere il luogo, grazie alle indicazioni di un funereo venditore di granite che, ascoltatili senza cenni di ricevuta, alla fine bofonchia: "Due metri a sinistra".
Salgono nel palazzo fuori al quale è esposta l'insegna luminosa, montano le scale e si ritrovano di fronte alla porta a vetri, chiusa, dell'hotel. La portineria è visibile ma deserta, il campanello suona a vuoto e solo un bigliettino adesivo lascia leggere un numero di telefono per le informazioni.
Ma se avevano detto che arrivavano a quell’ora, cavolo, è mai possibile? Solo qui succedono ‘ste cose ridicole…
Nessuno dei due ha credito sul cellulare, quindi iniziano a cercare un telefono pubblico a monete. Che ovviamente non si trova.
Reperitolo, chiamano il numero indicato sul fogliettino ma nessuno risponde. Uno, due tentativi. Si vanno a bere una DuDémon, la bière la plus forte du monde.
Altri due tentativi. A vuoto. Altra birra. Ormai l’alcol inizia a fare il suo effetto.
Provano a chiamare allora un altro albergo nelle vicinanze, sperando in una sistemazione dell’ultimo minuto, ma il telefono non funziona affatto, sentono ma non sono uditi.
Forse è meglio ricaricare di cinque euro sul telefonino. “Ragazzi, la ricarica non è andata a buon fine”. Cretina, non hai premuto il 3 iniziale del numero. “Ragazzi, la ricarica è stata effettuata”. 4916. “Siamo spiacenti ma il suo credito è esaurito”. Sapessero quanto sono spiacenti loro. Siga, 4916, siga, 4916, le birre dànno frutti, i due iniziano a ridere e scherzare à gogo ma alla TIM sono sempre assai dispiaciuti.
Ulteriore quest per un nuovo telefono a gettoni, si prova a chiamare l’albergo prenotato. Omega compone il numero, sente solo una voce flebilissima, quasi impercettibile, e cerca di recitare da sobrio. “Aspetti la richiamo da un altro terminale ché non la sento” – gli vien fuori ormai partito, tra le risate di Alfa.
Il terminale è qualche metro più a sinistra. “Buonasera, avevamo prenotato una doppia a nome *** ma non abbiamo trovato nessuno”. “Guardi, sto in hotel”. “Ma noi siamo passati e… comunque arriviamo”.
L’incontentabile Alfa vuole bere ancora. “Amore, troviamo prima la strada dell’hotel e poi beviamo”. “No”. Okay, vada per un’ultima birra a metà.
Pronti per raggiungere la mèta per la notte ma… dove cacchio sono i preservativi? Nel cruscotto della macchina non funzionante, ovviamente. E dov’è una farmacia? Qui, e poi lì, ma è chiusa e non ha distributore. No, non può, non deve essere, loro bimbi buoni ma… insomma ci siamo capiti.
Omega propone di interrogare i passanti per una farmacia. Gliene vengono indicate un paio che – potevate scommetterci – non sono di turno.
Allora quasi scherzando avanza l’ipotesi di domandare direttamente per un distributore di preservativi. E poi dato che è ubriaco perso inizia a fermare la gente e a far loro questa domanda.
Frattanto l’ora è sempre più tarda, i due si devono muovere se non vogliono rischiare di rimanere all’addiaccio mentre i fumi della birra li stordiscono a pieno.
Dopo alcuni non lo so, un barista che gli ride in faccia e via così, gli vengono fornite indicazioni che risultano non fruttare alcunché. Poi la coppia scorge un signore di una certa età e Omega chiede ancora una volta, per prudenza, solo di una farmacia.
Ma Alfa sta peggio di lui e incalza con un “Onestamente, volevamo solo comprare dei preservativi”. Compare dal nulla di un tavolino vicino la moglie del signore che vuole capire se ha sentito bene e lui la scaccia bruscamente asserendo che sta sempre in mezzo.
Chi legge i manga capirà: mega-goccia per entrambi. Nemmeno quest’ultimo però giova loro.
Alla fine, dopo ancora qualche tentativo, appurano che, pochi metri più innanzi, c’è un distributore di sigarette che vende anche condom.
Forza, corriamo che ci lasciano fuori. No, dài, rinunciamo. Cosa?? Ok ok, tanto è lì. La cinque euro però non l’hanno. La dieci non la prende. Le monete le trangugia di buon grado ma, piccolo dettaglio, se le frega.
Sopravvengono dei ragazzi, lega medio-bassa, cafoni quanto basta. Tentano di comprare le bionde di tabacco ma a vuoto. La banconota viene sempre respinta.
A fianco al distributore ce n’è un altro, vende solo siga però. E - miracolo! - funziona, peccato che non è il tabacco che manca. Alfa e Omega si allontanano rinunciatari, cercando di avere due cinque senza esiti. Vengono richiamati dal ragazzume ed informati che l’altro dispensatore funziona. Tripla goccia cioè imbarazzo e far finta di nulla.
Ma la perseveranza paga e riescono ad ottenere il prodotto dalla macchina inizialmente riluttante. Ora è solo una corsa verso l’albergo.
Arrivano. Sono accolti con un “ma chi è a quest’ora” in dialetto.
Alfa parte a dire: “Buonasera, scusate l’ora, ci siamo persi ma…”
“Almeno una telefonata!”
Porca l’orca, uffa la muffa, mannaggia ai puffetti e al sangue di Jack, tanto per non scadere. “L’abbiamo fatto ma nessuno ha risposto”.
Omega sta iniziando a scaldarsi ma viene fermato da un cenno di Alfa che ritiene, non a torto, sia inutile questionare, basta avere la camera.
Non ci si può credere, ce l’hanno fatta.
La stanza è bellissima e il prezzo modico: doccia e bagno in camera, televisore, scrivania, armadio, lampade con posacenere sul comodino e tutto ciò che serve. Si ha da essere soddisfatti.
Finalmente la coppia può…ehm… dormire, uno a fianco all’altro, dopo un… ehm… po’ di ehm… effusioni, ancora assai soggiogati dal malto. Omega fatica molto a prendere sonno, i cuscini gli sembrano marmorei ma poi cede.
È un’esperienza bellissima avere a fianco di notte e appena svegli chi si ama. Omega guarda il suo ragazzo dormire a pochi centimetri da sé e lo sente suo, sente che lo ama, sente che vuole ancora coccolarlo e fargli provare il suo amore, restargli sempre così vicino, renderlo felice. È davvero lui la persona ideale, l’anima cugina, per citare la dimenticata Gasperini, quello che sa farlo riflettere, divertire, stare bene. Con cui può essere se stesso sia se fa discorsi seri o gli parla dei suoi problemi, sia se si cazzeggia e ci si diverte, in qualunque situazione.
Nonostante la logorante stanchezza la notte in questo modo è meravigliosa. Così tanto che gli viene da chiedersi, un po’ paranoicamente, fin quando durerà, perché a volte più le cose sono belle, più finiscono presto.
La serata, nonostante tutto, è stata divertente ed è bellissimo riderci ancora su.
I due ritornano a casa a mezzogiorno dopo la colazione, una passeggiata, qualche sosta sulle panchine e quattro chiacchiere, sicuramente ancora un po’ intontiti e doloranti per i postumi del bere.
   
Un ... Piccolo Sogno

Talvolta, definire in anticipo e minuziosamente determinati eventi, comporta l’inevitabile rischio che ogni cosa vada, nonostante tutto, allo sfacelo.
Erano mesi che, infatti, ALFA ed Omega, programmavano la realizzazione di un piccolo sogno.
Abituati, comunque, a stare assieme in qualsiasi situazione, avevano deciso di regalarsi una notte intera, senza problemi di “ubicazione”, di “sistemazione”.
Il programma iniziale era qualcosa di semplice, forse banale, ma i due ragazzi si accontentano proprio di queste cose, delle cose più piccole che insieme diventano le cose più belle.
Ciò che ALFA racconterà di seguito ha inizio come programma romantico per la coppia, sfocia poi nella commedia di due pazzi che vanno allo sbaraglio per le strade di una città divertendosi assieme e dimenticando, seppure per poche ore, il resto del mondo e qualsiasi problema.

“I DUE GIORNI DI FUOCO”
GIORNO UNO

Il percorso di ALFA ha inizio il giorno ventiquattro del corrente mese.
L’indomani avrebbe dovuto lavorare in centro, percorrere quindi 23 chilometri dalla sua abitazione.
Onde evitare ritardi e problemi imprevisti, decide di non vedersi con il ragazzo e di andare a pernottare presso l’abitazione della nonna materna, così da non doversi alzare il giorno seguente prima ancora che sorga il sole.
Mister “sfigology” mode on: a circa otto chilometri dalla destinazione, ancora sotto il sole cocente, nel bel mezzo di un’autostrada, la sua macchina comincia a sputare fumo dal motore e successivamente a fermarsi. In perfetto stile cartone animato, si può notare l’enorme goccia sulla testa del ragazzo, che, con una risatona a trecentosessantacinque denti, non dispera.
Qualche telefonata, poi soccorso Aci, e l’utente con la sua vettura vengono trainati fino a destinazione.
Dopo aver preso accordo con il meccanico per la riparazione della vettura, cosa che non potrà comunque avvenire prima di una settimana, ALFA fa visita ad una zia per consegnarle una foto che lui stesso ha rielaborato al computer ed incorniciato con cura.
Cena a casa di nonna: un solo ragazzo che mangia per sette.
“Mangia a nonna che devi crescere …”
Noccioline, olive, polipetto all’insalata, lattuga, formaggio, carne, polpette, maccheroni al forno, frutta e caffè.
Dopo aver messo su all’incirca una trentina di chili in una sola volta, ALFA esce con lo zio, ovviamente i due si “perdono” tra strade chiuse al traffico e cambi di segnali stradali, si finisce infatti per prendere un caffè, indovinate dove? Sotto casa!!!

GIORNO DUE

Sveglia all’alba, caffè di rito e partenza.
Giunti a destinazione, ovvero, sul luogo di lavoro, ALFA e suo zio iniziano a lavorare, fa caldissimo, sudano indescrivibilmente e la padrona di casa decide (finalmente) di offrire loro almeno un bicchier d’acqua, dicendo poi: “Non vi lascio la bottiglia sennò si fa calda” con tanto di sorriso dolce… ma se quall’acqua aveva di per sé una temperatura tale da poter essere usata per farsi… la doccia (censura) … come poteva riscaldarsi ulteriormente?
ALFA era tentato di prendere la signora, legarla, imbavagliarla e metterle nel microonde, ma in fondo è buono e non l’ha fatto!
Verso le quindici del pomeriggio si torna a casa, doccia rinfrescante, vestizione e preparazione della borsa da viaggio, ovviamente il ragazzo dimentica prima il porta-cd, poi gli occhiali da sole, poi il libro regalatogli dal suo OMEGA … caos …
Dopo le sei del pomeriggio, ALFA va in giro con suo zio, poi viene accompagnato in stazione.
Treno... partenza…
Arrivo. Omega attende il suo ragazzo, si salutano e risalgono sul treno per la loro ambita meta e per dare inizio alla commedia.
Prima di tutto, un ragazzo chiede loro da accendere, Omega consegna un accendino che necessita di una laurea scientifica per funzionare e poi commenta con il suo amore la voce del tipo, che a parer suo era sfrociantissima.
In treno, Alfa racconta al ragazzo come ha trascorso la giornata.
Comunque egli aveva prenotato una camera d’albergo, prendendo un appuntamento telefonico che fissava l’orario d’arrivo intorno alle 22.
Dopo essere giunti in città, i due ragazzi cominciano l’odissea. Camminano a lungo cercando l’albergo mentre chiacchierano spensieratamente, qualche automobile passa velocemente e un paio di volte arrivano insulti da queste, Omega forse non se ne accorge mentre l'altro lancia maledizioni silenziose sui malcapitati.
Giungono infine presso l’hotel, e qui la prima … è chiuso.
Si prova a telefonare, si prova a bussare, le luci sono accese ma la porta è chiusa e nessuno risponde. Decidono di camminare un po' e di provare a richiamare, ma come potevano non trovare l’unico telefono a gettoni guasto? Impensabile!
Sosta al bar, due birre, e si inizia già a sentirsi un po' più allegri. Si ritelefona all’albergo e intanto si fanno le ventitré passate, terza birra, infine altra birra divisa in due. Alfa perde così ogni sorta di contegno, comincia a dire tutto quello che gli passa in mente mentre Omega ride in perfetto stile Raffaella Carrà, con tanto di ripiegata schienale all’indietro, tanto che se qualcuno si fosse trovato sulla traiettoria della sua testa, il ragazzo l’avrebbe inavvertitamente steso… anche se, in effetti, Omega ha steso una persona ieri…anzi, una bambina. Eh sì, senza vederla le è praticamente passato addosso, poi, nella totale indifferenza, si è allontanato con ALFA mentre la piccola gremlin emetteva urla inquietanti fra le braccia della madre.
Si ritelefona all’albergo e stavolta rispondono, “arriviamo fra dieci minuti”.
Ma che? Mbriachi come cessi, i due ragazzi vanno ora alla disperata ricerca di una... farmacia (o di un dannato, introvabile dispensatore di… quei cosi lì)
Dopo aver chiesto informazioni a tutta la città, i due si rendono conto che o chiedono direttamente ciò che serve o niente, le farmacie sono poche e tutte chiuse.
Si chiede, anzi, Omega chiede, mentre ALFA dà i numeri, si chiede ad un uomo che cortesemente risponde, poi si avvicina la moglie e questi le dice di andar via aggiungendo poi: "'Ste mogli, sempre in mezzo!!"
Si chiede… ad una ragazza… ed ALFA: "Lascia stare la ragazza Omega, che vuoi che ne sappia lei di preservativi?"
Dramma :P
Continuando il lungo tragitto, si giunge ad un malefico distributore di sigarette che divora insaziabilmente i soldi di chiunque, tranne quelli dei ragazzi, sarà che anche il distributore si è mosso a pietà?
Tre pacchetti da tre …
Si va in hotel …
Bella la camera, con bagno, doccia, televisore e due… ehm... ora però un… posacenere. Sì perché in effetti uno dei due si è fracassato a terra colpito da un cuscino durante le acrobazie dello stesso, ma i ragazzi non c’entrano.
Distesi uno vicino all’altro, iniziano a riposare (vedere visino angelico e aureola). Omega si lamenta dei cuscini che non sono come quelli che ha a casa, ALFA rivede per l’ennesima volta il megagocciolone cartoon apparire sulla sua testa.
In fine, i due, seppur in tarda notte, si addormentano.
Brusco il risveglio, telefonata improvvisa. Vestizione, uscita dall’hotel.
Sosta in piazza, colazione e poi lunga passeggiata. Omega aveva la nausea, ALFA dolori alle braccia e alle gambe, ma ridevano, perché, insieme, qualunque cosa li fa star bene.
Sostando su una panchina dove un po' a turno si sono distesi uno sulle gambe dell’altro, si è chiacchierato ancora un po', poi però, s’è fatta ora tarda… e i due, dopo aver preso il treno, han dovuto salutarsi …
Commento:
Semplice, divertente... meravigliosa, così è stata la giornata/nottata passata con Omega, risvegliarsi al mattino e trovare il proprio amore disteso lì accanto è qualcosa di indescrivibile, sentirlo ridere, sentirlo respirare, accarezzare il suo volto poco prima di addormentarsi, è tutto meraviglioso.
Alfa è felice, Alfa è… innamorato.
    15 giugno 2005
Una gita - Possessività

Alfa ed Omega si sono recati in gita nella vicina città di *** : dopo aver finalmente trovato posto per parcheggiare la macchina, hanno iniziato a girovagare per il centro, concedendosi un gelato per il quale tutti e due senza dirlo hanno ritenuto opportuno scegliere la stracciatella, e poi uno di fianco all'altro, si sono spinti a camminare su una sabbia morbida, appena umida, prospiciente un mare bellissimo ed iridato dai mille riflessi del panorama e dalle fresche luci della sera, che hanno ammirato seduti su uno scoglio.
La serata è stata come al solito fantastica, si è discusso tanto ed Alfa ha espresso la sua paura di potere facilmente deludere Omega nel caso in cui a volte desse priorità ad altre cose al di fuori di loro due... Omega dal canto suo risponde che a volte rischia effettivamente di rimanerci male, nel caso in cui, per esempio, si accorgesse che egli nella stessa occasione si sarebbe comportato diversamente, però comprende anche che non siamo tutti uguali - vanno accettate le differenze - ed è in fondo un po' anche lui che esagera, che davvero se ne strafrega del mondo quando c'è in ballo il suo ragazzo. Per carità, è una bella cosa, molto romantica, ma purtroppo al mondo non c'è solo l'amore. Almeno in teoria riesce a scriverlo, è già qualcosa.
Omega sa che a volte può lasciarsi prendere dall'egoismo possessivo, brutta bestia ancorché nasca da un amore smisurato: e di questo chiede scusa e vorrebbe comunque (al contrario di quanto a volte, davvero senza volerlo, lascia intendere in modo egoista) che Alfa non si privasse di nulla che ritiene davvero importante... se Omega poi anche per cinque minuti dovesse tenere il muso perché pensa che non può condivedere una certa esperienza con il suo amore, pazienza, gli basterà un bacio e si ricorderà di quanto lo ama.
    14 giugno 2005
Una piccola gita

Ed ecco ancora ...
ALFA è seduto sulla sua poltrona a rimirare il tramontante astro calare lentamente scolorendo all'orizzonte nell'ultimo leggero bagliore per lasciare spazio al pallido brillare di qualche rara stella e alle tenebre piu cupe che tutto ingoiano.
E' tornato da poco da una passeggiata con Omega ...
Erano le 19:20 quando il treno si è fermato, con esso si è per un attimo fermato il tempo, come in una favola. Omega è sceso dal treno ed è bastato questo per cancellare, seppure solo per un istante, tutti i tormenti dalla testa del suo ragazzo.
Non è ancora risolto il problematico periodo attraversato da ALFA, enormi problemi in famiglia fanno sì che veda innanzi a sé l'eventualità di perdere suo padre.
È sempre più strano, forse inspiegabile, come problemi tanto seri possano per un attimo essere dimenticati. Sebbene naufragasse nei sentimenti tristi dovuti alla sua situazione, ALFA riesce ad assaporare comunque la felicità ogniqualvolta rivede Omega.
Sono quasi sette mesi ormai ...
Senza dirgli nulla, Alfa ha acceso il motore ed ha iniziato il viaggio.
Hanno parlato, molto, si parlava di amici e del loro comportamento, delle loro reazioni e del modo in cui si ragionasse.
Qualche decina di chilometri, poi una sosta all'autogrill per un caffè, le sigarette e qualche commento sui modi bruschi del barman.
Di nuovo in viaggio ...
Si discuteva ancora, Omega esponeva le sue idee mentre Alfa ascoltava quasi in silenzio. Omega è un ragazzo speciale, ma a volte commette l'errore di chiudere sé e il suo ragazzo al di fuori del mondo.
No, Alfa non si riferisce a questo specifico evento, all'evento di cui hanno discusso, ma si riferisce un po' alle situazioni in generale, tuttavia Omega non è poi tanto diverso da lui in questo senso.
Esistono tra loro delle piccole differenze ma queste aiutano ad avere lunghi dialoghi che servono poi ad una ulteriore e più profonda conoscenza l'uno dell'altro.
Sono giunti a destinazione, dopo aver fermato la macchina i due sono scesi per fare due passi nella bellissima villa comunale.
C'era una calma rilassante, il verde delle piante rendeva magnifico quel posto tenuto tanto in ordine.
Hanno attraversato la villa, poi sono andati sulla spiaggia, passeggiando sulla battigia accompagnati dal rumore dell'acqua che carezzava la sabbia mentre il sole calava fino a svanire.
Si sono seduti sugli scogli, Omega si è appoggiato ad Alfa ed in quell'istante tutto è sembrato tacere, una sensazione estremamente piacevole, dolce, di pace interiore e serenità ha avvolto Alfa.
C'era una vista eccezionale, il panorama illuminato dalle luci della città, il suono delicato del mare, l'aria fresca proveniente dall'oceano, lo sguardo di Omega, i suoi occhi che penetravano l'anima nella loro semplicità e profondità.
Si sono alzati ed hanno ripercorso la spiaggia per andare poi a prendere un cono in gelateria da consumare seduti innanzi ad una romantica fontana di pietra rivestita dal muschio, al centro della villa comunale.
Come ogni volta, i due ragazzi sorridevano scambiandosi battute e di tanto in tanto ricordando l'un l'altro che il loro amore non fa che crescere.
Sono tornati alla macchina, Omega ha raccontato ad ALFA di un libro mentre lui lo ascoltava con piacere, poi sono arrivati ...
La città di Omega era nel chiasso festoso di un'annuale ricorrenza e i due si sono ritagliati un angolo per stare un po' abbracciati e dimenticarsi del resto del mondo.
Hanno continuato a parlare, tra qualche sigaretta e qualche carezza, poi s'è fatto tardi... ALFA ha dovuto riaccompagnare Omega.
Più passa il tempo, più è difficile per ALFA lasciare che il suo ragazzo scenda da quella macchina, guardarlo negli occhi mentre si salutano diventa una tortura sempre più dura, quel viaggio, il viaggio che lo riporta a casa senza Omega, è un viaggio triste, un viaggio durante il quale la sua mente ritorna alla realtà ricordandogli la triste verità e rimarcando fortemente la difficoltà nell'allontanarsi da quel ragazzo che senza esitazione gli ha rubato l'anima.