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06 dicembre 2005 Per continuare assieme |
Amore,
con questo post non voglio alimentare rancori, anzi cercare una strada per limitare al massimo le nostre incomprensioni: siccome dovrò esprimere cose che potranno infastidirti, ti prego di osservarle sotto questa luce.
Il punto fondamentale, detto e ridetto, è innegabile: la quasi totalità delle nostre discussioni nasce dal fatto che io voglia stare in un qualche modo con te e tu non voglia, non possa o preferisca fare altro.
Su questo punto non si può discutere. Così come è anche vero che in passato sono stato egoista nel volerti avere troppo spesso per me.
Ora però ho fatto e sto facendo di tutto per correggere questa cosa e cambiare: ultimamente non ti ho fatto storie quando hai avuto bisogno di compagnia, anche se magari erano diversi giorni che non potevo nemmeno baciarti; ti ho detto di andare a giocare anche nei giorni in cui era consuetudine vederci; ho trovato la forza da chissà dove per lasciare la tua macchina al più presto possibile; ti ho lasciato intendere che avrei provato anche ad accettare una storia a distanza, nonostante tutto; insomma, e sto parlando dell'ultimo mesetto, non c'è cosa che io non abbia tentato per accontentarti anche a proposito delle cose riguardo alle quali ti eri lamentato.
Per me anche tu hai fatto moltissimo, però non posso dirti che nell'ultimissimo periodo sei riuscito a venirmi incontro riguardo alla questione del vederci/non vederci & derivate, perché non è così.
In coscienza, e l'ho scritto sopra, io penso di averlo fatto, almeno per un certo non breve tratto.
In misura sempre maggiore mi stai costantemente facendo pesare la tua presenza ed il tempo che mi dedichi: più volte quando ti ho chiesto se volevi venire da me per vederci mi hai risposto: "Che scelta ho?"; ancora mi hai promesso di tua spontanea volontà di vederci un Martedì e ti sei arrabbiato che io volessi farlo; la seconda volta che ti ho detto che avevo davvero bisogno di te ho dovuto pesantemente litigare per averti, e per averti col temporizzatore di interruzione, sapendo che la prima che l'avevo fatto... non lo ripeto, sennò dici che te lo ricordo ancora... diciamo solo che non ci si era visti.
Io mi sono stancato di lottare per vederti e fin ora l'ho fatto in una percentuale consistente di volte dei nostri incontri; mi fa male sapere che in innumerevoli occasioni mi hai fatto pentire di avere bisogno di te, pentire del bisogno di vederti; e quando hai sbagliato dando la priorità a te stesso, anche in casi in cui farlo significava calpestare i miei sentimenti, mi hai più volte ripetuto il ritornello: "Questa volta puoi anche avere ragione ma le altre?"... e io posso sempre avere ragione ma ciò è totalmente inutile dato che ci saranno sempre altre volte; mi fa male quando assumi modi da galletto che "non chiede mai", "non accetta ordini da nessuno", "non vuole essere limitato" e tutto il resto, e non mette mai da parte il tuo orgoglio per me che eppure lo mortifico costantemente per amor tuo.
Ci sarebbero tante cose da dirti che non riesco manco a scrivere... se vuoi comandare ed essere nervoso, ritirati in eremitaggio sul cucuzzolo di qualche montagna.
Chi non chiede mai otterrà sempre meno, e limitazioni ed obblighi (sia interni che esterni alla coppia) gravano sul tuo capo proprio come sul mio.
In più, non puoi pretendere che le tue parole siano prive di conseguenze: so che molte volte non sai controllare i tuoi toni e le conseguenze del modo in cui parli, ma saperlo non mi cambia le cose. Perché se mi dici la cosa X, l'effetto sarà X perché non sono in grado, pur conoscendoti, di capire Y. Dubito che qualcuno potrebbe farlo.
Se mi dici che non hai voglia di vedermi non posso interpretare che in realtà ce l'hai e "mi hai mentito" come hai detto oggi; tu vuoi che io capisca "bianco" quando dici "grigio" l'ottanta percento dei casi, e per la restante parte che il messaggio che mi arrivi sia "nero pece".
Se vuoi che le cose per vadano per il verso giusto, devi imparare ad esprimerti ed anche a tenere sotto controllo il tuo nervosismo, il tuo orgoglio e quant'altro. Mi hai chiesto di non proiettare il mio malessere familiare su di noi e sai quanto sono cambiato su questo, ma tu non hai mai imparato a frenarti, a controllarti, a non dare libero sfogo al tuo nervosismo a mie spese.
Se vuoi che qualche volta io non ti faccia storie perché mi chiedi di non vederci non puoi pretendere di venire a dirmi per esempio: "Oggi mi stai sul cazzo ma non ti preoccupare, è tutto tranquillo ci vediamo Sabato" oppure di chiosare: "Oggi devo giocare, se non mi fai andare sei un egoista, sempre il solito, perciò vaffanculo" ed aspettarti che dall'altra parte io ti risponda asseverando magari: "Agli ordini".
È molto grave che tu continui a vendere cara la tua presenza perché così mi spingi ad allontanarmi da te: io i miei passi, li ho fatti, li sto facendo e li farò, ora tocca a te però di farne qualcun altro, al di fuori di quelli già compiuti. Soprattutto tocca a te anche ammettere i tuoi errori, come ho fatto io, invece di volare pindaricamente al passato.
Mentre scrivo queste righe, mi viene in mente che manca poco al Natale ed alla fine di quest'anno: forza, amore, vediamo di andare avanti assieme verso il 2006, il 2036, e il 2136 (sai quanto Viagra ci vorrà? :D). Io lo voglio. Sì, andare avanti ad amarti, non pensate male.
con questo post non voglio alimentare rancori, anzi cercare una strada per limitare al massimo le nostre incomprensioni: siccome dovrò esprimere cose che potranno infastidirti, ti prego di osservarle sotto questa luce.
Il punto fondamentale, detto e ridetto, è innegabile: la quasi totalità delle nostre discussioni nasce dal fatto che io voglia stare in un qualche modo con te e tu non voglia, non possa o preferisca fare altro.
Su questo punto non si può discutere. Così come è anche vero che in passato sono stato egoista nel volerti avere troppo spesso per me.
Ora però ho fatto e sto facendo di tutto per correggere questa cosa e cambiare: ultimamente non ti ho fatto storie quando hai avuto bisogno di compagnia, anche se magari erano diversi giorni che non potevo nemmeno baciarti; ti ho detto di andare a giocare anche nei giorni in cui era consuetudine vederci; ho trovato la forza da chissà dove per lasciare la tua macchina al più presto possibile; ti ho lasciato intendere che avrei provato anche ad accettare una storia a distanza, nonostante tutto; insomma, e sto parlando dell'ultimo mesetto, non c'è cosa che io non abbia tentato per accontentarti anche a proposito delle cose riguardo alle quali ti eri lamentato.
Per me anche tu hai fatto moltissimo, però non posso dirti che nell'ultimissimo periodo sei riuscito a venirmi incontro riguardo alla questione del vederci/non vederci & derivate, perché non è così.
In coscienza, e l'ho scritto sopra, io penso di averlo fatto, almeno per un certo non breve tratto.
In misura sempre maggiore mi stai costantemente facendo pesare la tua presenza ed il tempo che mi dedichi: più volte quando ti ho chiesto se volevi venire da me per vederci mi hai risposto: "Che scelta ho?"; ancora mi hai promesso di tua spontanea volontà di vederci un Martedì e ti sei arrabbiato che io volessi farlo; la seconda volta che ti ho detto che avevo davvero bisogno di te ho dovuto pesantemente litigare per averti, e per averti col temporizzatore di interruzione, sapendo che la prima che l'avevo fatto... non lo ripeto, sennò dici che te lo ricordo ancora... diciamo solo che non ci si era visti.
Io mi sono stancato di lottare per vederti e fin ora l'ho fatto in una percentuale consistente di volte dei nostri incontri; mi fa male sapere che in innumerevoli occasioni mi hai fatto pentire di avere bisogno di te, pentire del bisogno di vederti; e quando hai sbagliato dando la priorità a te stesso, anche in casi in cui farlo significava calpestare i miei sentimenti, mi hai più volte ripetuto il ritornello: "Questa volta puoi anche avere ragione ma le altre?"... e io posso sempre avere ragione ma ciò è totalmente inutile dato che ci saranno sempre altre volte; mi fa male quando assumi modi da galletto che "non chiede mai", "non accetta ordini da nessuno", "non vuole essere limitato" e tutto il resto, e non mette mai da parte il tuo orgoglio per me che eppure lo mortifico costantemente per amor tuo.
Ci sarebbero tante cose da dirti che non riesco manco a scrivere... se vuoi comandare ed essere nervoso, ritirati in eremitaggio sul cucuzzolo di qualche montagna.
Chi non chiede mai otterrà sempre meno, e limitazioni ed obblighi (sia interni che esterni alla coppia) gravano sul tuo capo proprio come sul mio.
In più, non puoi pretendere che le tue parole siano prive di conseguenze: so che molte volte non sai controllare i tuoi toni e le conseguenze del modo in cui parli, ma saperlo non mi cambia le cose. Perché se mi dici la cosa X, l'effetto sarà X perché non sono in grado, pur conoscendoti, di capire Y. Dubito che qualcuno potrebbe farlo.
Se mi dici che non hai voglia di vedermi non posso interpretare che in realtà ce l'hai e "mi hai mentito" come hai detto oggi; tu vuoi che io capisca "bianco" quando dici "grigio" l'ottanta percento dei casi, e per la restante parte che il messaggio che mi arrivi sia "nero pece".
Se vuoi che le cose per vadano per il verso giusto, devi imparare ad esprimerti ed anche a tenere sotto controllo il tuo nervosismo, il tuo orgoglio e quant'altro. Mi hai chiesto di non proiettare il mio malessere familiare su di noi e sai quanto sono cambiato su questo, ma tu non hai mai imparato a frenarti, a controllarti, a non dare libero sfogo al tuo nervosismo a mie spese.
Se vuoi che qualche volta io non ti faccia storie perché mi chiedi di non vederci non puoi pretendere di venire a dirmi per esempio: "Oggi mi stai sul cazzo ma non ti preoccupare, è tutto tranquillo ci vediamo Sabato" oppure di chiosare: "Oggi devo giocare, se non mi fai andare sei un egoista, sempre il solito, perciò vaffanculo" ed aspettarti che dall'altra parte io ti risponda asseverando magari: "Agli ordini".
È molto grave che tu continui a vendere cara la tua presenza perché così mi spingi ad allontanarmi da te: io i miei passi, li ho fatti, li sto facendo e li farò, ora tocca a te però di farne qualcun altro, al di fuori di quelli già compiuti. Soprattutto tocca a te anche ammettere i tuoi errori, come ho fatto io, invece di volare pindaricamente al passato.
Mentre scrivo queste righe, mi viene in mente che manca poco al Natale ed alla fine di quest'anno: forza, amore, vediamo di andare avanti assieme verso il 2006, il 2036, e il 2136 (sai quanto Viagra ci vorrà? :D). Io lo voglio. Sì, andare avanti ad amarti, non pensate male.




