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    19 novembre 2005
Un anno assieme

Il calendario oggi segna il 19 novembre 2005: un anno fa io e il mio Alfa ci scambiavamo il primo bacio e ci abbracciavamo per la prima volta.
Ripercorrerò dopo alcune tappe salienti di quest'anno trascorso assieme, prima voglio iniziare col raccontare la serata (e la nottata) di ieri, Venerdì 18.
Verso le sette o giù di lì il mio amore è venuto a prendermi sotto casa: avevamo deciso nel pomeriggio di festeggiare romanticamente, regalandoci una notte assieme in una camera d'albergo, come già avevamo fatto diverse volte.
Il tempo trascorso stavolta prima di rivederlo era stato più lungo del solito, soprattutto perché in settimana c'erano state grandi discussioni che avevano anche rischiato di mettere in gioco tutto. Motivi? Complicato spiegarlo, diciamo in sintesi incomprensioni tra di noi.
Ad ogni modo, tornando a ieri, siamo quindi arrivati a P.: una passeggiata a piedi, nella fredda notte ispida di vento, e poi via a mangiare una pizza.
Ai tavolini il mio amore mi confessa che aveva mancato ancora una volta a una promessa fattami e ci rimango infinitamente male, ma basta che non si ripeta più. Ordiniamo una margherita e una capricciosa più una a birra a testa, già sapendo che andrà a finire che ci ubriacheremo.
Infatti ne aggiungiamo subito un'altra, poi prenotiamo la camera e aggiungiamo che torneremo più tardi ad occuparla. Il proprietario ci fa notare che fa freddo, perciò non ci conviene trattenerci a lungo fuori, e in sovrimpressione sul campo visivo compare la scritta: "FATEMI ANDARE A DORMIRE".
Usciamo e ci dirigiamo subito al bar: due cocktail "Angelo Azzurro" uno dietro l'altro. L'alcol ci prende, il mio amore, con fare estroverso scherza con la barista, all'apparenza più brilla di noi, sul fatto che mi piaccia bere un sorso d'acqua dopo e non prima il caffè, e fa apparire il mio modo di fare come ben raro.
E lei gli risponde: "Anch'io faccio così"
Faccia delusa di Alfa a cui si aggiunge una voce dal fondo dei tavolini lì dietro.
"Sì, io pure"
Frustazione del mio cucciolo bastardo, io scoppio a ridere
Il mio amore osserva in esposizione un
astuccio a forma di cuore, ripieno di Baci Perugina e decide di regalarmelo, dimenticandosi tra l’altro di chiedere prima il prezzo.
La nostra allegria si fa sempre più convulsa ed incontrollabile, così decidiamo di ritornare in albergo e salire in camera, dopo esserci però concessi il colpo di grazia, bevendo ancora una birra.
Ci buttiamo sul letto o per meglio dire ci buttiamo uno sopra l'altro sul letto: siamo completamente sballati e le carezze hanno un che di ingordo, passionale e sincopato e poi, per così dire, ci diamo dentro... ehm :P Meglio che lo dica io, prima che qualcuno che commenta esprima il suo scetticismo sul nostro essere bimbi buoni.
Suona anche il cellulare e il mio amore caccia una voce rauca e dearticolata, tipo grugnito da mostro umanoide dei sotterranei.
Lo sento sforzarsi di mandar fuori la parola "Al...ber...go" che còmpita sillaba per sillaba con qualche sforzo per emetterla.
Ci pietrifichiamo nel sonno alla maniera dei macigni. Mi ridesto per primo quando manca mezz'ora alla nostra sveglia prevista per le sei. Lo faccio notare al mio cucciolo e tentiamo di sbarazzarci della stanchezza. Il mio amore delira sul fatto che il gigante è venuto (in che senso poi non si sa) e quando gli chiedo che cadmio sta dicendo inizia a parlare della copertina di talune guide turistiche inesistenti. Ah, beate allucinazioni :P
Ci rivestiamo alla meno peggio e poi... non si trovano le chiavi della macchina! Ma una notte normale senza complicazioni, no eh? Vabbè che siamo due deviati mentali, come il mio amore ama dire, e che date le premesse....
Ad ogni modo giù a cercare in camera, sotto al letto, nei tiretti del comodino, nel cestino dell'immondizia. Poi a chiedere all'accettazione e in pizzeria se abbiamo dimenticato qualcosa. Infine, in un parossismo crescente di disperazione e surrealismo, a ripercorrere il
viale alberato, i negozi ed i bar della sera precedente. A buttarci ginocchioni di canto alla macchina per tentare tutto il tentabile. Giungo a chiedere informazioni allo spazzino che incontriamo per via.
Poi, dopo aver fatto tutte le congetture umane e fantastiche su come risolvere il nostro problema, si decide di ritornare in hotel e chiedere di poter frugare meglio.... ed ecco che spunta fuori la chiave, ben nascosta, scivolata sotto l'armadio!
Ritornati in possesso di una dose sufficiente di tranquillità, ancora un cornetto prima di tornare a casa. Lo prendiamo lì dove poco prima avevamo spiegato il nostro dramma, sperando di averla dimenticata in quel posto.
- L'avete poi trovata?
- Sì, sì - risponde rassicurato Alfa.
- Meno male, e dov'era? - aggiunge la barista dall'accento straniero.
Attimo di panico e silenzio del mio amore che imbastisce subito imprimendo forza al tono:
- Sotto.... la macchina!
Siamo nelle prime ore del mattino: il sole, appena sorto, già irradia di luce tutto il
panorama.

Quest'anno è scorso via molto velocemente e voglio passare, seppure rapidamente, in rassegna alcuni bei momenti che mi tornano ora alla mente.
A partire dal
giorno in cui ho incontrato il mio amore, alla prima volta che mi ha detto "ti amo", dopo circa un mese scarso che stavamo assieme, momento che non posso dimenticare..
Eravamo in macchina, sdraiati, lui sopra di me, e lo vedo abbassare gli occhi, prendere fiato e mandare giù, come stesse inghiottendo, tutto di un fiato a voce alta: "Ti amo".
Sul momento pensai che si era innamorato troppo presto e per esperienza supposi che chi impiegava poco a convincersi di amare era altrettanto rapido nel persuadersi del contrario. Però, al contempo, mi sciolsi ed ebbi tanta, tanta paura perché temevo di non innamorarmi e di farlo soffrire.
Ricordo poi con piacere le vacanze di Natale dell'anno scorso, e per esempio quando conobbi la sorella del mio ragazzo. Mi viene in mente quando dissi al mio amore che anch'io lo amavo e ci appoggiammo, per metà ubriachi, su un muriciolo in mezzo al verde di una strada deserta vicina al pub dove eravamo con gli altri amici, a divorarci di baci e stritolarci di abbracci. Mi sovviene anche il Capodanno 2005, quando insieme vedemmo sorgere assieme l'alba, meraviglioso, e il bigliettino in cartoncino rosso pieno di frasi dolci in cui il mio amore si augurava già una vita assieme a me, ed io vedevo per la prima volta la sua scrittura.
E poi, confusamente, si riaffacciano al pensiero le immagini di quest'estate,
noi due romanticamente sulla spiaggia, e ancora di quello che combinammo la prima volta che decidemmo di pernottare assieme in albergo.
Quando iniziò l'anno solare che ora man mano scorre via verso il termine ci augurammo di poterlo trascorrere assieme, come primo di tanti altri. Posso ora confessare che allora non credevo che sarebbe stato così ed invece siamo ancora qua! Ti amissimo.

2 commento/i:

Anonymous Ofelia ha scritto:

Ragazzi auguroni!

20 novembre, 2005 22:31  
Blogger Omega ha scritto:

Grazie Ofelia :))

20 novembre, 2005 22:35  

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