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26 settembre 2005 Per amore non so cosa farei... |
Alfa e Omega sono tornati a rivedersi Sabato, dopo quasi una settimana che non avevano avuto modo di trascorrere del tempo assieme.
Si sono recati a casa di Em. dove, tra karaoke improvvisato, giochini di gruppo e domande piccanti, si sono condivise delle piacevoli ore.
La serata è poi preseguita per i due ragazzi anche se è stata, purtroppo, rovinata da un imprevisto non secondario, e assolutamente indipendente dalla volontà della nostra coppia.
Quando il cielo si appressava all'albeggiare, Alfa era tristissimo, Omega terrorizzato, e si sono dovuti salutare in quello stato.
È stato per questo motivo che ieri, Domenica, quest'ultimo ha fatto di tutto per potersi recare dal suo compagno, sul posto di lavoro: sapeva che era necessario tranquillizzarlo, e ripetergli che ciò che provava per lui era più forte di qualunque cosa, anche di se stesso - nonostante fosse umano in certe situazioni impaurirsi. Il desiderio di rimanergli tutta la vita accanto non si sarebbe lasciato vincere da niente e rimaneva lì, più intenso che mai.
Sceso di casa alle 16 e pochi minuti, Omega, essendo un giorno festivo e considerati diversi colpi di sfiga, sfortunatamente è riuscito ad arrivare a N. solo alle 17 e a destinazione alle 19:45 circa. Poco di meno di quattr'ore di viaggio e attesa che in quelle circostanze sembravano tremendamente interminabili.
Il tempo trascorso nello stabile lavorativo è stato comunque bellissimo: il solo restare accanto al proprio cucciolo, che eppure era impegnato a lavorare e sia pure con le frequenti interruzioni di D.C., non ha prezzo. E poi i ragazzi hanno trovato anche il modo di rimanere un po' abbracciati e sussurrare l'uno all'altro che si amavano e sarebbero andati avanti, nonostante qualsiasi cosa.
È stato anche bello, verso la fine, quando il grosso del lavoro era stato fatto, mettersi a giocare assieme per far passare il tempo, dall'impiccato, al tris, a un'improvvisata partita di Forza 4 giocata su carta.
Poco dopo le ventidue è arrivato anche l'amico G. con cui i due hanno avuto sicuramente piacere di trascorrere un po' di tempo assieme: poi Alfa ha chiuso lo stabile e sono andati tutti e tre a prendere un fagottino ed un caffè e quindi, tra chiacchiere varie ed eventuali, si sono, da soli, recati nella città di Omega.
È sorta in macchina una piccola discussione tra loro due, in quanto il compagno di quest'ultimo avrebbe preferito avere compagnia durante il viaggio di ritorno e ha accusato il proprio compagno di essere egoista. Sentirsi tacciati di tale colpa il giorno in cui si è fatto così tanto, tra treni, biglietti, genitori e altro, per andare a fare un po' di compagnia sul lavoro al proprio amore, e farlo sentire meno solo e meno giù, il giorno in cui si è accettato di sorbire a casa ancora più storie per non mettere in difficoltà nessuno, oltretutto il giorno in cui si è dimostrato ancora una volta, con i fatti e non colle parole, di essere pronti a mettere in gioco la propria vita per la felicità di entrambi, è un po' come vedersi crollare addosso le macerie di un grattacielo mentre la signora del trentesimo piano lascia casualmente cadere un piccone di diverse tonnellate, di quelli che andrebbero bene per scavare i trafori del Monte Bianco. Omega ci è rimasto un po' di merda ma sa che, alcune volte il suo amore parla pesantemente a sproposito.
Gli ultimi scampoli di tempo si sono trascorsi a discorrere di diversi argomenti lasciati in sospeso: per esempio, Alfa ha detto che vedersi un po' di meno aumenta il desiderio e, sia pure scherzando, ha aggiunto che non c'era una prescrizione secondo la quale i due dovessero stare assieme addirittura e persino tre volte a settimana. Omega imparerà a tenerlo presente nei casi in cui se ne strafrega di tutto pur di regalare un po' di tempo al suo amore. Magari regalarne un po' di meno può portare benefici in più, vallo a sapere.
È poi venuto anche il tempo delle richieste: Alfa ha domandato al compagno di non vedere più gli amici nei giorni in cui questi si recassero in un ambiente gay (cioè, ultimamente, nel 70% delle loro uscite) e Omega dal canto suo preferirebbe che il suo compagno si applicasse ai giochi di ruolo il Venerdì, e vi rinunciasse nel solo ed unico caso in cui avesse un solo giorno libero alla settimana, come secondo spontanea promessa del suo amore, e come potrebbe difatti succedere. Questi sono desideri che indubbiamente potrebbero causare privazioni a entrambi e si sa che non sarà facile esaudirli sempre.
È forse opportuno aggiungere qui che ad Omega non frega niente di andare in un locale omosessuale, che non tradirebbe mai il suo amore, che d'ora in poi è pronto a prendere anche a pugni chiunque si azzardi ad eccedere i limiti della decenza, con le parole o coi fatti, che non berrà niente di niente di alcolico e si terrà sempre circondato dal suo gruppo, e che, pur di non farlo preoccupare, si augura persino che la sua banda smetta di frequentare certi posti, nonostante sia comunque molto divertente andarvi.
Quello che gli frega un po' è solo non rinunciare a tante occasioni di divertimento con la propria comitiva, nei giorni in cui sarebbe costretto a rimanere, solo e senza compagnia del suo amore, nell'angusta atmosfera familiare, cosa che comunque, nonostante tutto, farebbe, ha fatto e potrebbe ancora fare.
Verso le 3 la serata si è alla fine conclusa, in modo dolcissimo, tra abbracci rubati al luogo ed al tempo, e promesse di farcela sempre assieme a vincere qualsiasi incomprensione interna od ostacolo esterno.
Si sono recati a casa di Em. dove, tra karaoke improvvisato, giochini di gruppo e domande piccanti, si sono condivise delle piacevoli ore.
La serata è poi preseguita per i due ragazzi anche se è stata, purtroppo, rovinata da un imprevisto non secondario, e assolutamente indipendente dalla volontà della nostra coppia.
Quando il cielo si appressava all'albeggiare, Alfa era tristissimo, Omega terrorizzato, e si sono dovuti salutare in quello stato.
È stato per questo motivo che ieri, Domenica, quest'ultimo ha fatto di tutto per potersi recare dal suo compagno, sul posto di lavoro: sapeva che era necessario tranquillizzarlo, e ripetergli che ciò che provava per lui era più forte di qualunque cosa, anche di se stesso - nonostante fosse umano in certe situazioni impaurirsi. Il desiderio di rimanergli tutta la vita accanto non si sarebbe lasciato vincere da niente e rimaneva lì, più intenso che mai.
Sceso di casa alle 16 e pochi minuti, Omega, essendo un giorno festivo e considerati diversi colpi di sfiga, sfortunatamente è riuscito ad arrivare a N. solo alle 17 e a destinazione alle 19:45 circa. Poco di meno di quattr'ore di viaggio e attesa che in quelle circostanze sembravano tremendamente interminabili.
Il tempo trascorso nello stabile lavorativo è stato comunque bellissimo: il solo restare accanto al proprio cucciolo, che eppure era impegnato a lavorare e sia pure con le frequenti interruzioni di D.C., non ha prezzo. E poi i ragazzi hanno trovato anche il modo di rimanere un po' abbracciati e sussurrare l'uno all'altro che si amavano e sarebbero andati avanti, nonostante qualsiasi cosa.
È stato anche bello, verso la fine, quando il grosso del lavoro era stato fatto, mettersi a giocare assieme per far passare il tempo, dall'impiccato, al tris, a un'improvvisata partita di Forza 4 giocata su carta.
Poco dopo le ventidue è arrivato anche l'amico G. con cui i due hanno avuto sicuramente piacere di trascorrere un po' di tempo assieme: poi Alfa ha chiuso lo stabile e sono andati tutti e tre a prendere un fagottino ed un caffè e quindi, tra chiacchiere varie ed eventuali, si sono, da soli, recati nella città di Omega.
È sorta in macchina una piccola discussione tra loro due, in quanto il compagno di quest'ultimo avrebbe preferito avere compagnia durante il viaggio di ritorno e ha accusato il proprio compagno di essere egoista. Sentirsi tacciati di tale colpa il giorno in cui si è fatto così tanto, tra treni, biglietti, genitori e altro, per andare a fare un po' di compagnia sul lavoro al proprio amore, e farlo sentire meno solo e meno giù, il giorno in cui si è accettato di sorbire a casa ancora più storie per non mettere in difficoltà nessuno, oltretutto il giorno in cui si è dimostrato ancora una volta, con i fatti e non colle parole, di essere pronti a mettere in gioco la propria vita per la felicità di entrambi, è un po' come vedersi crollare addosso le macerie di un grattacielo mentre la signora del trentesimo piano lascia casualmente cadere un piccone di diverse tonnellate, di quelli che andrebbero bene per scavare i trafori del Monte Bianco. Omega ci è rimasto un po' di merda ma sa che, alcune volte il suo amore parla pesantemente a sproposito.
Gli ultimi scampoli di tempo si sono trascorsi a discorrere di diversi argomenti lasciati in sospeso: per esempio, Alfa ha detto che vedersi un po' di meno aumenta il desiderio e, sia pure scherzando, ha aggiunto che non c'era una prescrizione secondo la quale i due dovessero stare assieme addirittura e persino tre volte a settimana. Omega imparerà a tenerlo presente nei casi in cui se ne strafrega di tutto pur di regalare un po' di tempo al suo amore. Magari regalarne un po' di meno può portare benefici in più, vallo a sapere.
È poi venuto anche il tempo delle richieste: Alfa ha domandato al compagno di non vedere più gli amici nei giorni in cui questi si recassero in un ambiente gay (cioè, ultimamente, nel 70% delle loro uscite) e Omega dal canto suo preferirebbe che il suo compagno si applicasse ai giochi di ruolo il Venerdì, e vi rinunciasse nel solo ed unico caso in cui avesse un solo giorno libero alla settimana, come secondo spontanea promessa del suo amore, e come potrebbe difatti succedere. Questi sono desideri che indubbiamente potrebbero causare privazioni a entrambi e si sa che non sarà facile esaudirli sempre.
È forse opportuno aggiungere qui che ad Omega non frega niente di andare in un locale omosessuale, che non tradirebbe mai il suo amore, che d'ora in poi è pronto a prendere anche a pugni chiunque si azzardi ad eccedere i limiti della decenza, con le parole o coi fatti, che non berrà niente di niente di alcolico e si terrà sempre circondato dal suo gruppo, e che, pur di non farlo preoccupare, si augura persino che la sua banda smetta di frequentare certi posti, nonostante sia comunque molto divertente andarvi.
Quello che gli frega un po' è solo non rinunciare a tante occasioni di divertimento con la propria comitiva, nei giorni in cui sarebbe costretto a rimanere, solo e senza compagnia del suo amore, nell'angusta atmosfera familiare, cosa che comunque, nonostante tutto, farebbe, ha fatto e potrebbe ancora fare.
Verso le 3 la serata si è alla fine conclusa, in modo dolcissimo, tra abbracci rubati al luogo ed al tempo, e promesse di farcela sempre assieme a vincere qualsiasi incomprensione interna od ostacolo esterno.




