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28 agosto 2005 Che mi hai fatto stasera? |
Che strano...
Alfa non riusciva a dormire pur essendo stanchissimo.
Stentava a chiudere gli occhi e non poteva fare a meno di pensare alla serata trascorsa con il suo ragazzo.
Era tornato a casa dopo aver passato il sabato sera con Omega, come sempre.
Non avevano fatto nulla di speciale né incontrato persone che non vedevano da tempo, nemmeno erano stati in alcun posto nuovo, non c'era niente che potesse differenziare quella serata da tante altre, eppure... qualcosa era fortemente diverso.
Prima di vedersi, i due si erano sentiti per telefono svariate volte e il tono di Alfa sembrava lasciar presagire l'ennesima serata turbolenta, fatta di discussioni facili e toni forti.
Quando il ragazzo è sceso di casa non si sentiva tanto bene: è arrivato sotto l'abitazione del compagno, dopo aver perscorso la strada cercando di distendersi con un po' di musica etnica, sapendo che quella sera sarebbero stati da soli, perciò voleva quantomeno cercare di evitare ogni discussione.
Omega stava arrivando: il suo fidanzato lo vedeva uscire dal parco, sorridente, mentre si avvicinava alla macchina. Impossibile spiegare la sensazione che quest'ultimo stava provando, era come se lo guardasse per la prima volta, vedeva un viso pulito, gli occhi belli come due frammenti di cielo ed un'espressione che lasciava trasparire serenità.
Veniva come percorso da un leggero e piacevole brivido e non poté fare a meno di dire ciò che pensava: c'era qualcosa di diverso nel suo ragazzo, che lo rendeva ancor più bello del solito.
Cominciarono a chiacchierare e stabilire dove andare: decisero di mangiare qualcosa nel locale al quale sono legati fin dalla prima sera, il R.
Seduti al tavolo, alla luce fioca di una candela, mentre parlavano di svariate cose, Alfa guardava il suo ragazzo e ancora una volta lo vedeva diverso dal solito, sempre più bello.
Gli occhi gli scorrevano su Omega, partivano dai suoi capelli e scendevano fino ai piedi percorrendo tutto il suo corpo, provava sensazioni stupende ed un'attrazione straordinaria.
Di minuto in minuto, si rendeva conto che stava succedendo qualcosa di strano e non faceva che ripetere al proprio amato quanto lo trovasse dolce, bello, magnifico.
Fecero una passeggiata sul lungomare, presero un caffè e poi si fermarono a chiacchierare. Quelle sensazioni crescevano ed Alfa non riusciva a capire cose gli stesse succedendo.
Più stavano assieme, più passava il tempo, e meglio si sentiva Alfa, dimenticando quasi completamente i suoi malori, come se Omega riuscisse a trasferirgli energia, serenità... amore.
Ripartirono, e si fermarono con l'automobile dove spesso, nascosti dalla vista del mondo per ritagliarsi un angolino dove potersi baciare senza che nessuno li potesse vedere, riuscivano a dirsi ti amo senza paura d'essere ascoltati.
L'attrazione che Omega esercitava sul compagno non smetteva di crescere e il ragazzo non poteva fare a meno di baciare il suo compagno, di guardarlo e di ammirarlo, scorgendo nei suoi occhi un bagliore simile a quello delle stelle e nel suo profumo, l'ebbrezza dell'oceano al mattino.
Passarono un po' di tempo restando abbracciati, coccolandosi, amandosi...
Il tempo si era come fermato, non succedeva da tanto tempo che Alfa provasse sensazioni così forti e così belle, pur avendo trascorso magnifiche serate con il proprio ragazzo.
Si era fatto tardi, dovevano tornare a casa ed Alfa riaccompagnò il suo amore.
Prima di lasciarsi però, si trattennero ancora a lungo a parlare, a discutere di qualsiasi cosa, senza mai alzare la voce, senza mai aggredirsi. Alfa continuava a percepire dentro di sé il crescere di quelle sensazioni, di quel piacere immenso provato nel guardare il compagno, nel sentirlo parlare, nel vederlo sorridere.
E riassaporava stati d'animo molto simili a quelli provati la prima sera, nove mesi prima, ma diversi, più forti.
Il ragazzo non si spiegava e ancora non si spiega cosa era successo, ma sembrava che si stesse innamorando per la seconda volta della stessa persona, pur non avendo mai smesso di amarla.
Prima di andare via, chiese al suo ragazzo: "Ma che mi hai fatto stasera?"
Perché in eterno io possa restare al tuo fianco e tu al mio,
Perché in ogni istante, possa pensare a te come al mio futuro,
Perché questo amore non si pieghi mai davanti a nessuna difficoltà,
per questo e per tanti altri motivi, amore mio...
Ti amo, ti amavo e ti amo ancor di più e ti amerò sempre di più nei giorni che verranno.
Alfa non riusciva a dormire pur essendo stanchissimo.
Stentava a chiudere gli occhi e non poteva fare a meno di pensare alla serata trascorsa con il suo ragazzo.
Era tornato a casa dopo aver passato il sabato sera con Omega, come sempre.
Non avevano fatto nulla di speciale né incontrato persone che non vedevano da tempo, nemmeno erano stati in alcun posto nuovo, non c'era niente che potesse differenziare quella serata da tante altre, eppure... qualcosa era fortemente diverso.
Prima di vedersi, i due si erano sentiti per telefono svariate volte e il tono di Alfa sembrava lasciar presagire l'ennesima serata turbolenta, fatta di discussioni facili e toni forti.
Quando il ragazzo è sceso di casa non si sentiva tanto bene: è arrivato sotto l'abitazione del compagno, dopo aver perscorso la strada cercando di distendersi con un po' di musica etnica, sapendo che quella sera sarebbero stati da soli, perciò voleva quantomeno cercare di evitare ogni discussione.
Omega stava arrivando: il suo fidanzato lo vedeva uscire dal parco, sorridente, mentre si avvicinava alla macchina. Impossibile spiegare la sensazione che quest'ultimo stava provando, era come se lo guardasse per la prima volta, vedeva un viso pulito, gli occhi belli come due frammenti di cielo ed un'espressione che lasciava trasparire serenità.
Veniva come percorso da un leggero e piacevole brivido e non poté fare a meno di dire ciò che pensava: c'era qualcosa di diverso nel suo ragazzo, che lo rendeva ancor più bello del solito.
Cominciarono a chiacchierare e stabilire dove andare: decisero di mangiare qualcosa nel locale al quale sono legati fin dalla prima sera, il R.
Seduti al tavolo, alla luce fioca di una candela, mentre parlavano di svariate cose, Alfa guardava il suo ragazzo e ancora una volta lo vedeva diverso dal solito, sempre più bello.
Gli occhi gli scorrevano su Omega, partivano dai suoi capelli e scendevano fino ai piedi percorrendo tutto il suo corpo, provava sensazioni stupende ed un'attrazione straordinaria.
Di minuto in minuto, si rendeva conto che stava succedendo qualcosa di strano e non faceva che ripetere al proprio amato quanto lo trovasse dolce, bello, magnifico.
Fecero una passeggiata sul lungomare, presero un caffè e poi si fermarono a chiacchierare. Quelle sensazioni crescevano ed Alfa non riusciva a capire cose gli stesse succedendo.
Più stavano assieme, più passava il tempo, e meglio si sentiva Alfa, dimenticando quasi completamente i suoi malori, come se Omega riuscisse a trasferirgli energia, serenità... amore.
Ripartirono, e si fermarono con l'automobile dove spesso, nascosti dalla vista del mondo per ritagliarsi un angolino dove potersi baciare senza che nessuno li potesse vedere, riuscivano a dirsi ti amo senza paura d'essere ascoltati.
L'attrazione che Omega esercitava sul compagno non smetteva di crescere e il ragazzo non poteva fare a meno di baciare il suo compagno, di guardarlo e di ammirarlo, scorgendo nei suoi occhi un bagliore simile a quello delle stelle e nel suo profumo, l'ebbrezza dell'oceano al mattino.
Passarono un po' di tempo restando abbracciati, coccolandosi, amandosi...
Il tempo si era come fermato, non succedeva da tanto tempo che Alfa provasse sensazioni così forti e così belle, pur avendo trascorso magnifiche serate con il proprio ragazzo.
Si era fatto tardi, dovevano tornare a casa ed Alfa riaccompagnò il suo amore.
Prima di lasciarsi però, si trattennero ancora a lungo a parlare, a discutere di qualsiasi cosa, senza mai alzare la voce, senza mai aggredirsi. Alfa continuava a percepire dentro di sé il crescere di quelle sensazioni, di quel piacere immenso provato nel guardare il compagno, nel sentirlo parlare, nel vederlo sorridere.
E riassaporava stati d'animo molto simili a quelli provati la prima sera, nove mesi prima, ma diversi, più forti.
Il ragazzo non si spiegava e ancora non si spiega cosa era successo, ma sembrava che si stesse innamorando per la seconda volta della stessa persona, pur non avendo mai smesso di amarla.
Prima di andare via, chiese al suo ragazzo: "Ma che mi hai fatto stasera?"
Perché in eterno io possa restare al tuo fianco e tu al mio,
Perché in ogni istante, possa pensare a te come al mio futuro,
Perché questo amore non si pieghi mai davanti a nessuna difficoltà,
per questo e per tanti altri motivi, amore mio...
Ti amo, ti amavo e ti amo ancor di più e ti amerò sempre di più nei giorni che verranno.





Bellissimo il vostro blog..come bellissimo è il vostro amore..
1 bacio a entrambi!;)