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    26 giugno 2005
Una romantica notte allo sbaraglio

Alfa e Omega avevano convenuto di trascorrere la notte di ieri assieme in hotel per festeggiare il loro settimo mesiversario e la ricorrenza quasi sincrona dei rispettivi onomastici.
Ma la nottata è stata un susseguirsi di impreveduti e rocamboleschi colpi di scena e incoscienti avventure, sia pure a lieto fine.
Preambolo: la macchina di Alfa si era fusa il giorno prima, tra l'altro in autostrada, emanando consistenti fumate. Quindi rimaneva solo da ricorrere ai treni.
I due arrivano quindi nella vicina città di *** dove avevano prenotato una matrimoniale in un albergo. Il proprietario li chiama, chiede quando prevedono di arrivare e gli viene risposto che l'ora è compresa tra le nove e mezza e le dieci e trenta.
Nella perfetta media matematica dei due orari, i ragazzi riescono fortunosamente a raggiungere il luogo, grazie alle indicazioni di un funereo venditore di granite che, ascoltatili senza cenni di ricevuta, alla fine bofonchia: "Due metri a sinistra".
Salgono nel palazzo fuori al quale è esposta l'insegna luminosa, montano le scale e si ritrovano di fronte alla porta a vetri, chiusa, dell'hotel. La portineria è visibile ma deserta, il campanello suona a vuoto e solo un bigliettino adesivo lascia leggere un numero di telefono per le informazioni.
Ma se avevano detto che arrivavano a quell’ora, cavolo, è mai possibile? Solo qui succedono ‘ste cose ridicole…
Nessuno dei due ha credito sul cellulare, quindi iniziano a cercare un telefono pubblico a monete. Che ovviamente non si trova.
Reperitolo, chiamano il numero indicato sul fogliettino ma nessuno risponde. Uno, due tentativi. Si vanno a bere una DuDémon, la bière la plus forte du monde.
Altri due tentativi. A vuoto. Altra birra. Ormai l’alcol inizia a fare il suo effetto.
Provano a chiamare allora un altro albergo nelle vicinanze, sperando in una sistemazione dell’ultimo minuto, ma il telefono non funziona affatto, sentono ma non sono uditi.
Forse è meglio ricaricare di cinque euro sul telefonino. “Ragazzi, la ricarica non è andata a buon fine”. Cretina, non hai premuto il 3 iniziale del numero. “Ragazzi, la ricarica è stata effettuata”. 4916. “Siamo spiacenti ma il suo credito è esaurito”. Sapessero quanto sono spiacenti loro. Siga, 4916, siga, 4916, le birre dànno frutti, i due iniziano a ridere e scherzare à gogo ma alla TIM sono sempre assai dispiaciuti.
Ulteriore quest per un nuovo telefono a gettoni, si prova a chiamare l’albergo prenotato. Omega compone il numero, sente solo una voce flebilissima, quasi impercettibile, e cerca di recitare da sobrio. “Aspetti la richiamo da un altro terminale ché non la sento” – gli vien fuori ormai partito, tra le risate di Alfa.
Il terminale è qualche metro più a sinistra. “Buonasera, avevamo prenotato una doppia a nome *** ma non abbiamo trovato nessuno”. “Guardi, sto in hotel”. “Ma noi siamo passati e… comunque arriviamo”.
L’incontentabile Alfa vuole bere ancora. “Amore, troviamo prima la strada dell’hotel e poi beviamo”. “No”. Okay, vada per un’ultima birra a metà.
Pronti per raggiungere la mèta per la notte ma… dove cacchio sono i preservativi? Nel cruscotto della macchina non funzionante, ovviamente. E dov’è una farmacia? Qui, e poi lì, ma è chiusa e non ha distributore. No, non può, non deve essere, loro bimbi buoni ma… insomma ci siamo capiti.
Omega propone di interrogare i passanti per una farmacia. Gliene vengono indicate un paio che – potevate scommetterci – non sono di turno.
Allora quasi scherzando avanza l’ipotesi di domandare direttamente per un distributore di preservativi. E poi dato che è ubriaco perso inizia a fermare la gente e a far loro questa domanda.
Frattanto l’ora è sempre più tarda, i due si devono muovere se non vogliono rischiare di rimanere all’addiaccio mentre i fumi della birra li stordiscono a pieno.
Dopo alcuni non lo so, un barista che gli ride in faccia e via così, gli vengono fornite indicazioni che risultano non fruttare alcunché. Poi la coppia scorge un signore di una certa età e Omega chiede ancora una volta, per prudenza, solo di una farmacia.
Ma Alfa sta peggio di lui e incalza con un “Onestamente, volevamo solo comprare dei preservativi”. Compare dal nulla di un tavolino vicino la moglie del signore che vuole capire se ha sentito bene e lui la scaccia bruscamente asserendo che sta sempre in mezzo.
Chi legge i manga capirà: mega-goccia per entrambi. Nemmeno quest’ultimo però giova loro.
Alla fine, dopo ancora qualche tentativo, appurano che, pochi metri più innanzi, c’è un distributore di sigarette che vende anche condom.
Forza, corriamo che ci lasciano fuori. No, dài, rinunciamo. Cosa?? Ok ok, tanto è lì. La cinque euro però non l’hanno. La dieci non la prende. Le monete le trangugia di buon grado ma, piccolo dettaglio, se le frega.
Sopravvengono dei ragazzi, lega medio-bassa, cafoni quanto basta. Tentano di comprare le bionde di tabacco ma a vuoto. La banconota viene sempre respinta.
A fianco al distributore ce n’è un altro, vende solo siga però. E - miracolo! - funziona, peccato che non è il tabacco che manca. Alfa e Omega si allontanano rinunciatari, cercando di avere due cinque senza esiti. Vengono richiamati dal ragazzume ed informati che l’altro dispensatore funziona. Tripla goccia cioè imbarazzo e far finta di nulla.
Ma la perseveranza paga e riescono ad ottenere il prodotto dalla macchina inizialmente riluttante. Ora è solo una corsa verso l’albergo.
Arrivano. Sono accolti con un “ma chi è a quest’ora” in dialetto.
Alfa parte a dire: “Buonasera, scusate l’ora, ci siamo persi ma…”
“Almeno una telefonata!”
Porca l’orca, uffa la muffa, mannaggia ai puffetti e al sangue di Jack, tanto per non scadere. “L’abbiamo fatto ma nessuno ha risposto”.
Omega sta iniziando a scaldarsi ma viene fermato da un cenno di Alfa che ritiene, non a torto, sia inutile questionare, basta avere la camera.
Non ci si può credere, ce l’hanno fatta.
La stanza è bellissima e il prezzo modico: doccia e bagno in camera, televisore, scrivania, armadio, lampade con posacenere sul comodino e tutto ciò che serve. Si ha da essere soddisfatti.
Finalmente la coppia può…ehm… dormire, uno a fianco all’altro, dopo un… ehm… po’ di ehm… effusioni, ancora assai soggiogati dal malto. Omega fatica molto a prendere sonno, i cuscini gli sembrano marmorei ma poi cede.
È un’esperienza bellissima avere a fianco di notte e appena svegli chi si ama. Omega guarda il suo ragazzo dormire a pochi centimetri da sé e lo sente suo, sente che lo ama, sente che vuole ancora coccolarlo e fargli provare il suo amore, restargli sempre così vicino, renderlo felice. È davvero lui la persona ideale, l’anima cugina, per citare la dimenticata Gasperini, quello che sa farlo riflettere, divertire, stare bene. Con cui può essere se stesso sia se fa discorsi seri o gli parla dei suoi problemi, sia se si cazzeggia e ci si diverte, in qualunque situazione.
Nonostante la logorante stanchezza la notte in questo modo è meravigliosa. Così tanto che gli viene da chiedersi, un po’ paranoicamente, fin quando durerà, perché a volte più le cose sono belle, più finiscono presto.
La serata, nonostante tutto, è stata divertente ed è bellissimo riderci ancora su.
I due ritornano a casa a mezzogiorno dopo la colazione, una passeggiata, qualche sosta sulle panchine e quattro chiacchiere, sicuramente ancora un po’ intontiti e doloranti per i postumi del bere.

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