Gay news 20/07/2009: India, legalizzata l'omosessualità
    21 maggio 2005
A mia Madre ...

Cara Mamma ...
è strano scrivere una lettera indirizzata a te sapendo che non potrai mai leggerla, eppure, stanotte sento il bisogno di farlo, di sfogarmi innanzi ad un monitor pensando quasi di avere il coraggio di parlarti.
Da piccolo, con te non avevo un bellissimo rapporto, ero ribelle, non accettavo niente di ciò che mi dicevi e ti ho urlato più volte che ti odiavo. In ventitré anni della mia vita, non ho mai avuto il coraggio di dirti davvero quello che sei per me, di dirti che "ti voglio bene".
Non sono certo stato un figlio esemplare e continuo tutt'ora a commettere grandi errori nei tuoi confronti.
Sai, ricordo ancora quando ero piccolo, quando il pulmino della scuola passava a prendermi alle sette di mattina e quando arrivavo a scuola, che ci sia stata pioggia o sole, tu eri già lì ad aspettarmi percorrendo chilometri a piedi. Non dimentico le volte che sotto la pioggia mi hai dato il tuo ombrello per ripararmi e sei tornata a casa fradicia. Le volte in cui, per proteggermi, hai discusso con papà o con chiunque dicesse qualcosa contro di me.
Ricordo ad esempio, quando mi sentii in imbarazzo, il mio primo giorno nella scuola nuova, alle elementari. Andasti prima dall'insegnante, poi da tutti i miei "nuovi" amici... chiedendo loro di fare attenzione a me, di proteggermi. Mi sentii in imbarazzo, è vero, ma oggi riguardo a quei momenti capendo ciò che provavi e perché lo facevi.
Crescendo, ho imparato tante cose, ho capito che la vita ti ha fatto soffrire in tanti modi, ma tu mi hai sempre dato il tuo sorriso.
Sei sempre stata pronta a qualsiasi sacrificio per me ed io non ti ho mai saputo ripagare.
Sono stato per te una delusione in tanti momenti ed oggi, al compimento di ventitré anni, ti nascondo la mia vera identità mentendoti come se tu fossi un'estranea.
Quanto vorrei poterti dire tutto, quanto vorrei poterti raccontare ogni cosa di me, ma ho paura, tanta.
So che scoprire la verità su tuo figlio ti farebbe male e non so affatto pensare a come potresti reagire. Per anni ho nascosto a me stesso la mia vera natura e l'ho fatto solo per non darti questo dolore, perdonami mamma, ma non potevo più vivere così.
Ti voglio bene e ti chiedo perdono per i miei errori, vorrei tanto tu potessi capire che la mia omosessualità non cambia affatto il figlio che sono, non cambia il ragazzo al quale hai sempre detto che vuoi bene e per il quale hai pianto, sofferto, sorriso, gioito.
Ora sto con un ragazzo, ma devo nasconderti la verità. So, e comprendo, che ti farebbe male scoprirlo, ma sai, fa altrettanto male a me doverti nascondere tutto questo.
Il mio ragazzo ... è una persona speciale, e sto con lui perché lo amo da morire, quanto vorrei tu potessi saperlo, quanto vorrei tu potessi accettarlo.
Noi siamo rinchiusi in un mondo a parte, costretti a nasconderci perché visti come mostri, come deviati che chissà quale orrore compiono amando una persona dello stesso sesso, ma perché? Non è stata una scelta, non decidiamo certo di vivere tutte queste difficoltà solo per il gusto di farlo. Quanto ho combattuto contro me stesso per convincermi di sbagliarmi, ma sono quel che sono...
Mamma, tutto quello che vorrei dirti non starebbe mai nelle righe di una lettera né di un libro ... ci sarebbero milioni di parole che vorrei dirti, ma ciò che davvero conta, è che vorrei tanto tu sapessi che ti voglio infinitamente bene e che ti vorrei tanto ringraziare per avermi dato affetto e amore nonostante il mio carattere ed i miei errori.

Ti voglio bene Mamma ...

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