![]() |
29 aprile 2005 Colpe e meriti |
Amore,
non riesco a darti nessuna vera colpa per il tuo comportamento di ieri. Come posso farlo quando proprio qualche giorno fa l'egoista sono stato io che ti ho costretto in modo anche abbastanza forte a restare ancora un po' solo con me?
Spesso dici che non ho bisogno di chiederti scusa per ogni cosa ma, lo sai, prima di incontrarti ho visto e vissuto a lungo nell'ambiente gay. Almeno quello relativamente pubblico, come la chat, i locali. Ed anche quello privato, incontrando decine di ragazzi ed ascoltando le storie di essi e dei loro amori.
E ho visto coi miei occhi quanto sia facile che questi ultimi si incrinino e le persone che avevano scelto di stare assieme rivedano la loro decisione e prendano vie separate, anche per un nonnulla. Anche nel microcosmo dei ragazzi che frequentiamo gli esempi non mancano.
Di fronte a tutti questi addii, separazioni, pause di riflessione, imprevisti, tradimenti, elementi esterni, eventi di vario genere, casualità e via dicendo, mi sento piccolo piccolo piccolo. Come un nano che vorrebbe stare tutta la vita con te e che sa che imprevedibili ed infiniti sono gli ostacoli che potremmo trovarci ad affrontare, sebbene l'amore che proviamo l'uno per l'altro dia a ciascuno di noi una forza ed un potere inquantificabilmente forte.
E in tutto questo mi sento anche un grande imbranato. Che per la prima volta nella sua vita ha un vero amore accanto a sé, e ha sempre paura di non sapere agire nel modo giusto, di sbagliare, di assumere dei comportamenti che possano nuocere a noi... e sa che non potrebbe mai perdonarsi di perderti per un suo errore.
Inoltre, non aver mai paura di mostrarmi i tuoi punti di vista lì dove ritieni ch'io sbagli o che ti avrebbe fatto più piacere un comportamento diverso... se non me lo dicessi potrei non rendermene conto e causare grossi guai...
Da parte mia ti prometto anche qui che cercherò di essere meno impulsivo.
Hai poi detto di sentirti in colpa e di non esserti perdonato di avermi messo a corrente di una tua situazione dopo due mesi e che avresti dovuto agire diversamente: amore, con i se del passato non si arriva proprio a nulla...
Può darsi che in astratto sarebbe stato più giusto agire in modo diverso, così come in astratto ti dico che non penso ti avrei lasciato per questo... ma sono solo ipotesi, amore; ho compreso perfettamente le motivazioni che ti hanno spinto e magari io stesso, nella tua situazione, avrei fatto peggio, perciò smettila di tormentarti, ricorda solo quanto ti amo e pensa anche che se mi avessi messo di fronte ad una scelta quando ti conoscevo da poco, forse avrei potuto rischiare di allontanare da me la cosa più preziosa che ho e quindi ora preferisco sia andata così.
Per chiudere poi questo argomento, non provare poi ad impedirmi di ringraziarti per i controlli che hai deciso di fare, sollevandomi da una grande preoccupazione.
Molte volte, sai, sono stato io a desiderare cose ben più egoiste, senza guardare in faccia a niente e a nessuno, pur di poterti avere anche un solo secondo in più abbracciato a me.
Ah, accontentarsi di un secondo, quando si desidera una vita intera...
non riesco a darti nessuna vera colpa per il tuo comportamento di ieri. Come posso farlo quando proprio qualche giorno fa l'egoista sono stato io che ti ho costretto in modo anche abbastanza forte a restare ancora un po' solo con me?
Spesso dici che non ho bisogno di chiederti scusa per ogni cosa ma, lo sai, prima di incontrarti ho visto e vissuto a lungo nell'ambiente gay. Almeno quello relativamente pubblico, come la chat, i locali. Ed anche quello privato, incontrando decine di ragazzi ed ascoltando le storie di essi e dei loro amori.
E ho visto coi miei occhi quanto sia facile che questi ultimi si incrinino e le persone che avevano scelto di stare assieme rivedano la loro decisione e prendano vie separate, anche per un nonnulla. Anche nel microcosmo dei ragazzi che frequentiamo gli esempi non mancano.
Di fronte a tutti questi addii, separazioni, pause di riflessione, imprevisti, tradimenti, elementi esterni, eventi di vario genere, casualità e via dicendo, mi sento piccolo piccolo piccolo. Come un nano che vorrebbe stare tutta la vita con te e che sa che imprevedibili ed infiniti sono gli ostacoli che potremmo trovarci ad affrontare, sebbene l'amore che proviamo l'uno per l'altro dia a ciascuno di noi una forza ed un potere inquantificabilmente forte.
E in tutto questo mi sento anche un grande imbranato. Che per la prima volta nella sua vita ha un vero amore accanto a sé, e ha sempre paura di non sapere agire nel modo giusto, di sbagliare, di assumere dei comportamenti che possano nuocere a noi... e sa che non potrebbe mai perdonarsi di perderti per un suo errore.
Inoltre, non aver mai paura di mostrarmi i tuoi punti di vista lì dove ritieni ch'io sbagli o che ti avrebbe fatto più piacere un comportamento diverso... se non me lo dicessi potrei non rendermene conto e causare grossi guai...
Da parte mia ti prometto anche qui che cercherò di essere meno impulsivo.
Hai poi detto di sentirti in colpa e di non esserti perdonato di avermi messo a corrente di una tua situazione dopo due mesi e che avresti dovuto agire diversamente: amore, con i se del passato non si arriva proprio a nulla...
Può darsi che in astratto sarebbe stato più giusto agire in modo diverso, così come in astratto ti dico che non penso ti avrei lasciato per questo... ma sono solo ipotesi, amore; ho compreso perfettamente le motivazioni che ti hanno spinto e magari io stesso, nella tua situazione, avrei fatto peggio, perciò smettila di tormentarti, ricorda solo quanto ti amo e pensa anche che se mi avessi messo di fronte ad una scelta quando ti conoscevo da poco, forse avrei potuto rischiare di allontanare da me la cosa più preziosa che ho e quindi ora preferisco sia andata così.
Per chiudere poi questo argomento, non provare poi ad impedirmi di ringraziarti per i controlli che hai deciso di fare, sollevandomi da una grande preoccupazione.
Molte volte, sai, sono stato io a desiderare cose ben più egoiste, senza guardare in faccia a niente e a nessuno, pur di poterti avere anche un solo secondo in più abbracciato a me.
Ah, accontentarsi di un secondo, quando si desidera una vita intera...




