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05 dicembre 2005
Ritrovarsi o perdersi
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Questa sera sono solo in camera, confuso, fra decine di pensieri che turbinano nella mia mente.
Ultimamente ho ripensato ad eventi trascorsi, ad amici che non vedevo e non sentivo da tanto tempo per mia colpa, per mia inettitudine.
Tutti commettiamo degli errori, alcuni di loro ne hanno commessi nei miei confronti, come io nei loro, mentre per altri sono svanito nel nulla solo perché non volevo dover affrontare la verità innanzi a loro, non volevo ammettere cos’ero, ma infondo non ero mai stato obbligato a farlo.
Talvolta è come se mi celassi dietro a delle barriere inesistenti e credessi davvero che queste potrebbero proteggermi, ma la sola cosa da cui avrei dovuto proteggermi sarebbe stato da me stesso.
Negli ultimi giorni, dopo più di un anno di silenzio, ho trovato il coraggio di parlare, di dire la verità a due amici per me molto importanti ma che avevo abbandonato.
La paura di non essere accettato si trasformò nella paura di averli delusi, poi, col tempo, nella convinzione che il mio silenzio, la mia sparizione, li avrebbe feriti molto più di quanto assurdamente avrebbe potuto fare la mia rivelazione, e così, lasciandomi andare a stupide congetture, li stavo perdendo per sempre.
Questi amici vivono lontano, molto lontano da me, ma sono sempre stati come fratelli maggiori, come spalle su cui piangere o come amici con cui condividere le proprie gioie, vivono assieme ed io gioisco ogni qualvolta mi è concesso sapere di loro, ma ora che, dopo tanto tempo, ho ritrovato la loro amicizia dentro me stesso, trovando il coraggio di ripresentarmi e porgere le mie scuse con le spiegazioni necessarie, un peso insopportabile mi ha lasciato. Voglio ringraziarli, dir loro che sono stato uno stupido e che per me sono sempre stati importanti e mai, nel corso di questi mesi, ho smesso di pensare a loro.
A.e F., voi due siete stati e sarete sempre, come fratello maggiore e sorella maggiore per me ed ora so che posso ancora contare su di Voi e sulla vostra amicizia, per me di valore inestimabile. Grazie.
Oltre loro due, tuttavia, il mio stupido carattere e i miei errori mi hanno portato anche ad allontanarmi da altre persone, da amici che frequentavo con assiduità e che mi ricambiavano con molto affetto, un gruppo di persone di vari caratteri e di varie personalità che sapeva farmi sentire a casa. Chiedo scusa anche a loro, sapendo però che non potranno mai leggere queste parole sino a che non mi deciderò a rivelarmi anche con loro.
Infine, ma non certo per minore importanza, voglio porgere le mie scuse ad un altro gruppo di persone che, nell’ultimo anno, mi ha aiutato a crescere ed a fare scelte senza le quali oggi non sarei qui a scrivere. Ragazzi che, nonostante tutto, sono stati e restano per me importanti.
Con loro ho condiviso molto, una vacanza, serate interminabili a divertirsi e ridere di noi stessi, le prime persone a darmi il coraggio di accettarmi e rivelarmi per ciò che sono. Il rapporto con loro è finito poco dopo essermi fidanzato, per miei errori e per loro. Abbiamo forse sbagliato un po’ tutti, ma sono stato io a sparire e a decidere di troncare i rapporti, forse per stupidità.
Anche a loro, per quanto non abbia tutte le colpe di questa decisione, chiedo scusa ricordando loro i momenti belli trascorsi assieme, ma soprattutto ricordandoli a me stesso.
Per ultimo, voglio scrivere anche per Omega con cui stasera ho litigato.
Ti ho chiamato oggi dicendoti che non avevo voglia di vederti, pur sapendo che, dati i miei orari di lavoro, sarebbe passato molto tempo, forse più di un mese, prima che noi potessimo riavere un intero pomeriggio libero da trascorrere assieme. Capisco che tu ci sia rimasto male. Forse è naturale, ma io ritengo possibile, normale, anche che una persona possa aver voglia di starsene un po’ per conto sua una volta ogni tanto, e devi considerare che è la prima volta che mi capita. Non significa niente, non vuol dire certo che dubiti dei sentimenti o qualsiasi altro pensiero tu abbia potuto fare, noi viviamo l’amore diversamente ed io ho bisogno anche di questo ogni tanto. Come sai, ci sono stati problemi in famiglia oggi e te ne ho informato subito, poi, comprendendo pienamente la tua risposta e l’assurdità della mia richiesta, ti ho chiamato in serata dicendoti che volevo venire da te ma tu mi hai detto che non volevi. Avevo solo bisogno di stare con qualcuno dopo la brutta notizia di oggi ma posso capire la tua reazione, così ti ho detto che sarei sceso ma tu hai scatenato la fine del mondo dicendomi che volevi stare in chat. A volte trovo il tuo comportamento ossessivo, per quanto il mio non sia impeccabile.
Non dubito dei miei sentimenti, ma ti ripeto che ho bisogno di un po’ di libertà, specie in momenti particolari e tu non mi aiuti. Forse sono fatto in modo particolare, ma sono fatto così e come io ti ho accettato tu dovresti accettare me.
Del resto, a sommarsi a quanto sopra ti avevo già detto che non ero sereno, che ero nervoso ed arrabbiato per il fatto che tu avessi perso sia il bracciale che il ciondolo che ti ho regalato. Dici di non averli persi, e voglio anche crederti, ma continuo a pensare che sia stata tua la colpa, che tu sia stato sbadato e poco attento a non fare in modo che non finissero dove sono finiti. Non posso ignorare certe cose, non è nel mio carattere, e se ci vedevamo avremmo litigato per questo.
Mi conosci, almeno credo, e se non mi accetti per come sono fatto, non puoi chiedermi di accettare te nonostante ti ami.