Gay news 20/07/2009: India, legalizzata l'omosessualità
    31 gennaio 2006
Il messaggio nella bottiglia

L'anno nuovo è iniziato mentre, di prima mattina, io ed Alfa brindavamo, con una bottiglietta di champagne, al tempo che sarebbe venuto, sperando di trascorrerlo insieme.
Ed intanto, il primo mese è già bell'e passato e, almeno per quel che appare da questa pagina, siamo stati piuttosto laconici: ma i motivi di questo silenzio li spiegherò tra qualche riga, con tutti gli interrogativi che anche noi ci poniamo.

Per parlare invece di noi, credo che il nostro rapporto ultimamente sia divenuto più solido e maturo: abbiamo sempre diversi problemi, certo, ma perlomeno in larghissima parte non dipendenti da contestazioni e litigi interni alla coppia, come quelli a cui ci siamo condannati per un po'.

Un rapporto che dura da quattordici mesi fa crescere e riflettere, e personalmente ho imparato tanto.
Quando lo stupore di aver trovato l'amore si trasforma in una meravigliosa abitudine, tante cose cambiano poiché si comincia a riflettere ed a sperimentare sulla propria pelle i difetti dell'altro.
In senso più ampio, ciò è positivo poiché per essere sicuri di amare bisogna sapere a perfezione chi è quell'essere che ci cammina a fianco nel corpo e nell'anima, ma, abbassandoci alla quotidianità, poveri noi: credevamo di avere fiutato una persona perfettamente stupenda e ci ritroviamo di fronte a tutt'altro, e qui molte coppie si sfaldano.

Tutt'altro cosa? Be', una persona - invece - stupendamente imperfetta, e non v'è ombra d'ironia nelle mie parole. Basta però un po' di tenacia e tanto, tanto amore per imparare a convivere anche con tutte le tare di fabbricazione che l'occhio del cuore non ci aveva lasciato scorgere.

Parte di questo cammino a due l'abbiamo condiviso anche con voi, sperando che questi scritti siano stati di qualche utilità, pur nonostante i nostri sbagli. Ora potremmo anche decidere di abbandonare queste pagine, almeno nella loro redazione pubblica, o trasferirci - telematicamente parlando - altrove.
Purtroppo un blog come il nostro non può facilmente raggiungere il suo scopo se non con una dose prepotente di riservatezza. E non perché ci vergogniamo di noi, ma in quanto non è il caso che anche chi ci conosce de visu possa venire a conoscenza di dettagli privati, anche se non scandalosi.
Ma che senso ha, allora, apparire online? - dirà qualcuno.
Secondo il mio modesto avviso serve per condividere i nostri pensieri con chi comunque è lontano da noi: il famigerato messaggio nella bottiglia si immerge nell'oceano, non nel rigagnolo del quartiere.

Questo è almeno il mio parere: invito il mio ragazzo e voi tutti a commentare e suggerire e forse ci ritroveremo presto.
    18 dicembre 2005
Un lungo cammino

Siamo sempre qui, e siamo sempre noi, che tra poche ore entreremo nel nostro tredicesimo mese assieme.
Il mio amore mi ha regalato un bellissimo lettore mp3/wma, registratore vocale, radio fm, che funge anche da chiavetta USB da 512 MB e che, piccolo e nero come mi aveva preannunciato, sta nel palmo di una palmo: gli sono più che riconoscente.
Non aveva bisogno di un regalo materiale (soprattutto se non economico, argh =.=) per dimostrarmi i suoi sentimenti ma ciò non toglie che mi ha fatto felice, come un bimbo che riceve un bel giocattolone colorato :)
In questi giorni siamo riusciti a litigare meno dei nostri periodi più turbolenti e questo è un passo avanti: stiamo percorrendo assieme un lungo cammino, teso a smussare i lati più insidiosi della nostra personalità, e continuare a condividere la nostra rotta.
I progressi ci sono stati e tante volte siamo riusciti ad evitare di scannarci per i soliti motivi, detti e ridetti, ed a venirci incontro con intelligenza: sono molto felice col mio cucciolo e davvero gongolo alla prospettiva di trascorrere il secondo Natale della mia vita assieme a lui.
Certo, c'è ancora strada da fare, e purtroppo ci sono dei lati del carattere del mio ragazzo che suscitano in me sentimenti contrastanti e mi impallano un po': l'irascibilità e la volubilità, per esempio, che, per quanto lo conosca, mi feriscono spesso, soprattutto quando sono causate da semplici discussioni teoriche; la sensazione che a volte ho di non essere mai riuscito a correggere abbastanza i miei limiti, come un automobilista costantemente al pit-stop; il sentirmi spesso appartenente ad una sfera, importante sì - ma anche limitata, della sua vita che non deve però sconfinare.
In questo il suo modo di pensare è rispettabile, ma io ho sempre pensato, invece, forse troppo pateticamente, che l'amore non dovesse avere confini in niente, che tra due persone che si amano fosse naturale potere navigare nell'alto mare del mondo dell'altro senza divieti di accesso.

Ad ogni modo, questa settimana, dopo la bella notte in albergo di Lunedì, trascorsa teneramente accucciolati tra le lenzuola con una musica dolce che ci faceva compagnia, ci siamo poi visti Venerdì, con una coppia di amici, G. e V., per sederci assieme davanti a una pizza in un locale di nuovissima apertura e dall'ambientazione estrosa (dall'esterno appariva come un gigantesco castello azzurro di carta pesta, all'interno univa una moderna sala giochi ad un arredamento di stampo medioevale); ieri poi, serata con gli amici nell'abituale cioccolateria, scherzando e ridendo tutti assieme.
E adesso sono qui, che avverto la mancanza del mio tesoro, che ora sarà oberato da un bel po' di lavoro.
    14 dicembre 2005
Magia di una notte

Questa sera, mentre il vento fischia nelle imposte chiuse delle finestre di camera mia, ascolto un po’ di musica lasciando andare la mia mente.
Questa stanza sembra sempre più fredda ed io mi sto abituando sempre più a dormire accanto al mio ragazzo, tanto che la notte devo abbracciarmi al cuscino immaginando di stare con lui per poter prendere sonno. Anche questa volta è stata una notte bellissima, siamo saliti presto in camera, ma non ci siamo spogliati, abbiamo messo un po’ di musica new age, abbassato le luci e fumato una sigaretta. Molte carezze scorrevano sui nostri corpi, mentre i respiri si fondevano ed i cuori cominciavano a battere all’unisono. Faceva freddo, ma non erano più le coperte a scaldarci, eravamo noi stessi fonte del nostro calore. Abbracciati, mentre sussurri si sostituivano alle parole, ci siamo lasciati andare. Rimanere abbracciati dopo essersi coccolati intimamente, starsene assieme sotto la stessa coperta, uno al fianco all’altro, è qualcosa che non riesco a spiegare, che mi fa sentire bene. Mi viene da sorridere pensando che non riuscivamo a dormire perché ci preoccupavamo l’uno della comodità dell’altro a discapito della propria. Abbiamo parlato, ma soprattutto abbiamo sorriso molto, perché la notte è trascorsa serena. Se anche si affrontavano argomenti per noi fonte di litigi di solito, lo si faceva con tranquillità ed armonia. Questa è la vita che desidero, vorrei tanto fosse così ogni notte.
E’ difficile starsene nel proprio, piccolo, freddo letto e sapere che il proprio compagno è lontano.
Sono una persona volubile e talvolta irascibile, ma sono comunque un ragazzo innamoratissimo.
Voglio ringraziarti, Omega, per la notte che mi hai regalato, per ciò che hai fatto e detto, per come hai reagito alle mie parole pungenti ed anche per le cose che hai fatto “per allontanare da me certi timori”, voglio dirti grazie, e voglio dirti, senza mai smettere di farlo, che ti amo da morire.

Come vorrei potermi alzare ogni mattino e scendere di casa con te, andare a fare colazione al bar e ridere facendo qualche battuta con la barista o con il venditore di sigarette, iniziare la giornata guardandoti sorridere e sapere che la sera saremo di nuovo vicini.
    06 dicembre 2005
Per continuare assieme

Amore,
con questo post non voglio alimentare rancori, anzi cercare una strada per limitare al massimo le nostre incomprensioni: siccome dovrò esprimere cose che potranno infastidirti, ti prego di osservarle sotto questa luce.
Il punto fondamentale, detto e ridetto, è innegabile: la quasi totalità delle nostre discussioni nasce dal fatto che io voglia stare in un qualche modo con te e tu non voglia, non possa o preferisca fare altro.
Su questo punto non si può discutere. Così come è anche vero che in passato sono stato egoista nel volerti avere troppo spesso per me.
Ora però ho fatto e sto facendo di tutto per correggere questa cosa e cambiare: ultimamente non ti ho fatto storie quando hai avuto bisogno di compagnia, anche se magari erano diversi giorni che non potevo nemmeno baciarti; ti ho detto di andare a giocare anche nei giorni in cui era consuetudine vederci; ho trovato la forza da chissà dove per lasciare la tua macchina al più presto possibile; ti ho lasciato intendere che avrei provato anche ad accettare una storia a distanza, nonostante tutto; insomma, e sto parlando dell'ultimo mesetto, non c'è cosa che io non abbia tentato per accontentarti anche a proposito delle cose riguardo alle quali ti eri lamentato.
Per me anche tu hai fatto moltissimo, però non posso dirti che nell'ultimissimo periodo sei riuscito a venirmi incontro riguardo alla questione del vederci/non vederci & derivate, perché non è così.
In coscienza, e l'ho scritto sopra, io penso di averlo fatto, almeno per un certo non breve tratto.
In misura sempre maggiore mi stai costantemente facendo pesare la tua presenza ed il tempo che mi dedichi: più volte quando ti ho chiesto se volevi venire da me per vederci mi hai risposto: "Che scelta ho?"; ancora mi hai promesso di tua spontanea volontà di vederci un Martedì e ti sei arrabbiato che io volessi farlo; la seconda volta che ti ho detto che avevo davvero bisogno di te ho dovuto pesantemente litigare per averti, e per averti col temporizzatore di interruzione, sapendo che la prima che l'avevo fatto... non lo ripeto, sennò dici che te lo ricordo ancora... diciamo solo che non ci si era visti.
Io mi sono stancato di lottare per vederti e fin ora l'ho fatto in una percentuale consistente di volte dei nostri incontri; mi fa male sapere che in innumerevoli occasioni mi hai fatto pentire di avere bisogno di te, pentire del bisogno di vederti; e quando hai sbagliato dando la priorità a te stesso, anche in casi in cui farlo significava calpestare i miei sentimenti, mi hai più volte ripetuto il ritornello: "Questa volta puoi anche avere ragione ma le altre?"... e io posso sempre avere ragione ma ciò è totalmente inutile dato che ci saranno sempre altre volte; mi fa male quando assumi modi da galletto che "non chiede mai", "non accetta ordini da nessuno", "non vuole essere limitato" e tutto il resto, e non mette mai da parte il tuo orgoglio per me che eppure lo mortifico costantemente per amor tuo.
Ci sarebbero tante cose da dirti che non riesco manco a scrivere... se vuoi comandare ed essere nervoso, ritirati in eremitaggio sul cucuzzolo di qualche montagna.
Chi non chiede mai otterrà sempre meno, e limitazioni ed obblighi (sia interni che esterni alla coppia) gravano sul tuo capo proprio come sul mio.
In più, non puoi pretendere che le tue parole siano prive di conseguenze: so che molte volte non sai controllare i tuoi toni e le conseguenze del modo in cui parli, ma saperlo non mi cambia le cose. Perché se mi dici la cosa X, l'effetto sarà X perché non sono in grado, pur conoscendoti, di capire Y. Dubito che qualcuno potrebbe farlo.
Se mi dici che non hai voglia di vedermi non posso interpretare che in realtà ce l'hai e "mi hai mentito" come hai detto oggi; tu vuoi che io capisca "bianco" quando dici "grigio" l'ottanta percento dei casi, e per la restante parte che il messaggio che mi arrivi sia "nero pece".
Se vuoi che le cose per vadano per il verso giusto, devi imparare ad esprimerti ed anche a tenere sotto controllo il tuo nervosismo, il tuo orgoglio e quant'altro. Mi hai chiesto di non proiettare il mio malessere familiare su di noi e sai quanto sono cambiato su questo, ma tu non hai mai imparato a frenarti, a controllarti, a non dare libero sfogo al tuo nervosismo a mie spese.
Se vuoi che qualche volta io non ti faccia storie perché mi chiedi di non vederci non puoi pretendere di venire a dirmi per esempio: "Oggi mi stai sul cazzo ma non ti preoccupare, è tutto tranquillo ci vediamo Sabato" oppure di chiosare: "Oggi devo giocare, se non mi fai andare sei un egoista, sempre il solito, perciò vaffanculo" ed aspettarti che dall'altra parte io ti risponda asseverando magari: "Agli ordini".
È molto grave che tu continui a vendere cara la tua presenza perché così mi spingi ad allontanarmi da te: io i miei passi, li ho fatti, li sto facendo e li farò, ora tocca a te però di farne qualcun altro, al di fuori di quelli già compiuti. Soprattutto tocca a te anche ammettere i tuoi errori, come ho fatto io, invece di volare pindaricamente al passato.

Mentre scrivo queste righe, mi viene in mente che manca poco al Natale ed alla fine di quest'anno: forza, amore, vediamo di andare avanti assieme verso il 2006, il 2036, e il 2136 (sai quanto Viagra ci vorrà? :D). Io lo voglio. Sì, andare avanti ad amarti, non pensate male.
    05 dicembre 2005
Ritrovarsi o perdersi

Questa sera sono solo in camera, confuso, fra decine di pensieri che turbinano nella mia mente.
Ultimamente ho ripensato ad eventi trascorsi, ad amici che non vedevo e non sentivo da tanto tempo per mia colpa, per mia inettitudine.
Tutti commettiamo degli errori, alcuni di loro ne hanno commessi nei miei confronti, come io nei loro, mentre per altri sono svanito nel nulla solo perché non volevo dover affrontare la verità innanzi a loro, non volevo ammettere cos’ero, ma infondo non ero mai stato obbligato a farlo.
Talvolta è come se mi celassi dietro a delle barriere inesistenti e credessi davvero che queste potrebbero proteggermi, ma la sola cosa da cui avrei dovuto proteggermi sarebbe stato da me stesso.
Negli ultimi giorni, dopo più di un anno di silenzio, ho trovato il coraggio di parlare, di dire la verità a due amici per me molto importanti ma che avevo abbandonato.
La paura di non essere accettato si trasformò nella paura di averli delusi, poi, col tempo, nella convinzione che il mio silenzio, la mia sparizione, li avrebbe feriti molto più di quanto assurdamente avrebbe potuto fare la mia rivelazione, e così, lasciandomi andare a stupide congetture, li stavo perdendo per sempre.
Questi amici vivono lontano, molto lontano da me, ma sono sempre stati come fratelli maggiori, come spalle su cui piangere o come amici con cui condividere le proprie gioie, vivono assieme ed io gioisco ogni qualvolta mi è concesso sapere di loro, ma ora che, dopo tanto tempo, ho ritrovato la loro amicizia dentro me stesso, trovando il coraggio di ripresentarmi e porgere le mie scuse con le spiegazioni necessarie, un peso insopportabile mi ha lasciato. Voglio ringraziarli, dir loro che sono stato uno stupido e che per me sono sempre stati importanti e mai, nel corso di questi mesi, ho smesso di pensare a loro.
A.e F., voi due siete stati e sarete sempre, come fratello maggiore e sorella maggiore per me ed ora so che posso ancora contare su di Voi e sulla vostra amicizia, per me di valore inestimabile. Grazie.
Oltre loro due, tuttavia, il mio stupido carattere e i miei errori mi hanno portato anche ad allontanarmi da altre persone, da amici che frequentavo con assiduità e che mi ricambiavano con molto affetto, un gruppo di persone di vari caratteri e di varie personalità che sapeva farmi sentire a casa. Chiedo scusa anche a loro, sapendo però che non potranno mai leggere queste parole sino a che non mi deciderò a rivelarmi anche con loro.
Infine, ma non certo per minore importanza, voglio porgere le mie scuse ad un altro gruppo di persone che, nell’ultimo anno, mi ha aiutato a crescere ed a fare scelte senza le quali oggi non sarei qui a scrivere. Ragazzi che, nonostante tutto, sono stati e restano per me importanti.
Con loro ho condiviso molto, una vacanza, serate interminabili a divertirsi e ridere di noi stessi, le prime persone a darmi il coraggio di accettarmi e rivelarmi per ciò che sono. Il rapporto con loro è finito poco dopo essermi fidanzato, per miei errori e per loro. Abbiamo forse sbagliato un po’ tutti, ma sono stato io a sparire e a decidere di troncare i rapporti, forse per stupidità.
Anche a loro, per quanto non abbia tutte le colpe di questa decisione, chiedo scusa ricordando loro i momenti belli trascorsi assieme, ma soprattutto ricordandoli a me stesso.
Per ultimo, voglio scrivere anche per Omega con cui stasera ho litigato.
Ti ho chiamato oggi dicendoti che non avevo voglia di vederti, pur sapendo che, dati i miei orari di lavoro, sarebbe passato molto tempo, forse più di un mese, prima che noi potessimo riavere un intero pomeriggio libero da trascorrere assieme. Capisco che tu ci sia rimasto male. Forse è naturale, ma io ritengo possibile, normale, anche che una persona possa aver voglia di starsene un po’ per conto sua una volta ogni tanto, e devi considerare che è la prima volta che mi capita. Non significa niente, non vuol dire certo che dubiti dei sentimenti o qualsiasi altro pensiero tu abbia potuto fare, noi viviamo l’amore diversamente ed io ho bisogno anche di questo ogni tanto. Come sai, ci sono stati problemi in famiglia oggi e te ne ho informato subito, poi, comprendendo pienamente la tua risposta e l’assurdità della mia richiesta, ti ho chiamato in serata dicendoti che volevo venire da te ma tu mi hai detto che non volevi. Avevo solo bisogno di stare con qualcuno dopo la brutta notizia di oggi ma posso capire la tua reazione, così ti ho detto che sarei sceso ma tu hai scatenato la fine del mondo dicendomi che volevi stare in chat. A volte trovo il tuo comportamento ossessivo, per quanto il mio non sia impeccabile.
Non dubito dei miei sentimenti, ma ti ripeto che ho bisogno di un po’ di libertà, specie in momenti particolari e tu non mi aiuti. Forse sono fatto in modo particolare, ma sono fatto così e come io ti ho accettato tu dovresti accettare me.
Del resto, a sommarsi a quanto sopra ti avevo già detto che non ero sereno, che ero nervoso ed arrabbiato per il fatto che tu avessi perso sia il bracciale che il ciondolo che ti ho regalato. Dici di non averli persi, e voglio anche crederti, ma continuo a pensare che sia stata tua la colpa, che tu sia stato sbadato e poco attento a non fare in modo che non finissero dove sono finiti. Non posso ignorare certe cose, non è nel mio carattere, e se ci vedevamo avremmo litigato per questo.
Mi conosci, almeno credo, e se non mi accetti per come sono fatto, non puoi chiedermi di accettare te nonostante ti ami.
    23 novembre 2005
Un sognatore

Son diventato un sognatore
per sentirmi meno solo
e per non sapere più quanti anni ho.
Son diventato un sognatore,
vendo sogni per mestiere,
canto pure le canzoni che non so.
Mi basta avere gli occhi chiusi
per fotografare il mondo
e per guardare in negativo
quanto il mare sia profondo,
e questa ruga che ho sul viso
è il tatuaggio di un dolore:
io sono un sognatore.


Mi sono perso tra le stelle
e tra amori a buon mercato
ho toccato il fondo della libertà
:
c'è chi mi dice che son folle
o che sono fortunato
perché chi sogna delusioni non ne ha.
Forse sei stata tu la prima,
la sola ipotesi di vita,

forse continuo a dire forse
per non dire che è finita

le tue regole del gioco
le rispetto a malincuore
io sono... un sognatore

E vado via
ti lascio sulle labbra una poesia,
quel che sarà
per questa vita che importanza ha.

Son diventato un sognatore,
e
chi ha letto le mie carte
ha scoperto che un destino non ce l’ho,
e come fanno i sognatori
riesco a mettermi da parte
mentre il mondo mi continua a dire no.

Tra mille anni ci sarà
chi parlerà dei sognatori
come animali del passato
che mangiavano emozioni,
tra mille anni o tra due ore,
ma, lasciatemelo dire,
io resto un sognatore

E vado via,
vi lascio sulle labbra una poesia,
quel che sarà
per questa vita che importanza ha.
E vado via,
là dove il cielo
scende in fondo al mare,
che vuoi che sia
se al mondo resto solo
un sognatore?

Peppino Di Capri - Il Sognatore
    22 novembre 2005
19/11/2005 Buon Anniversario Amore mio

Mentre sorgeva il sole stamattina, io e il mio ragazzo eravamo l’uno accanto all’altro sotto una calda coperta. Risvegliarsi è dolcissimo, quando si aprono gli occhi guardando la persona che si ama sembra che la giornata inizi in modo diverso.
Nel corso di quest’anno ci sono stati tanti problemi ed io non credevo più che ci saremmo riusciti, dubitavo del fatto che avremmo raggiunto assieme il primo anniversario e invece ci siamo riusciti e ci amiamo ancora più di quanto possiamo raccontare in queste pagine.
Ricordo quando per puro caso aprii messenger alle 16 del pomeriggio e chiesi se qualcuno volesse farmi compagnia in discoteca, mi rispose, fra tanti, uno dei pochi contatti con cui non parlavo mai ed era per me un perfetto sconosciuto. Quella sera conobbi Omega.
Guardandolo per la prima volta pensai che un tipo così non avrebbe mai potuto interessarmi ed ero certo che dall’altro lato ci fossero le stesse sensazioni. Pioveva ininterrottamente e noi due, mentre parlavamo procedendo con le domande di rito al primo incontro, ci perdemmo.
Raggiungemmo la discoteca e passammo l’intera serata a parlare e ballare, poi ci salutammo sotto casa sua chiedendoci se ci saremmo più rivisti.
Talvolta, le sensazioni che si possono provare al primo impatto sono decisamente erronee e lo dimostra il fatto che pochi giorni dopo ci rivedemmo, poi ancora una volta ed un’altra ancora.
Quel ragazzo così insolito mi piaceva a differenza di ciò che avevo pensato la prima sera.
Compresi che anche per lui c’era interesse, che il desiderio di tentare una storia assieme era uguale per entrambi, sebbene nessuno avesse il coraggio di ammetterlo. Il diciannove novembre, dopo tante vicessitudini, ci scambiammo le prime carezze e da quel giorno non abbiamo più smesso.
Da quando sono con lui, nella mia vita sono cambiate molte cose, alcune in modo negativo purtroppo, ma la maggior parte in modo decisamente positivo.
Stiamo crescendo assieme, ci amiamo ed abbiamo tutta la volontà di progredire e di portare questo rapporto oltre ogni previsione, anche se sappiamo bene che sarà difficile.
Ci capita spesso di litigare, il più delle volte è per motivi futili, altre invece, per questioni fin troppo serie, ma è dolcissimo far pace e riaccendere il desiderio, la passione, l’amore.
Torno con la mente a molti episodi, ricordo, in modo particolare, la sera in cui baciai un altro ragazzo. Noi due non stavamo ancora assieme, non ufficialmente almeno, ma il mattino dopo ci decidemmo a parlarne e capimmo chiaramente le reciproche intenzioni. Ricordo, ancora, le passeggiate sul lungomare, le giornate trascorse in spiaggia e le dolci notti in albergo, fra cui alcune che rasentavano l’inverosimile pazzia di due ragazzi ubriachi.
Le innumerevoli uscite con amici, persone che ci hanno accolto e voluti bene e sono state spesso ricambiate, come anche persone con cui, per un motivo o per un altro, abbiamo dovuto interrompere i rapporti, forse commettendo così un errore.
Il tempo è passato troppo velocemente ed è sembrato troppo poco perché potessimo accorgerci che stavamo assieme già da un anno, ma ora siamo convinti che se ci impegneremo a rispettare di più le esigenze reciproche, questo rapporto potrà durare in eterno.
Dai propri errori si impara e si cresce e se non è così vuol dire che non se ne ha voglia.
Mi è capitato per due volte di sentire ancora quelle sensazioni, le stesse di quel diciannove novembre, come se per altre due volte mi fossi innamorato di nuovo, mi bastasse tenere la sua mano per sentire dentro di me sensazioni indescrivibili, e l’ultima volta è successo proprio oggi, allo scadere di un anno esatto di rapporto.
Non voglio più dilungarmi in parole, la sola cosa che voglio ripetere e che lo amo, per quanto patetico possa sembrare, non riesco a dire altro …

Ti Amo piccolo mio, buon Anniversario.
    19 novembre 2005
Un anno assieme

Il calendario oggi segna il 19 novembre 2005: un anno fa io e il mio Alfa ci scambiavamo il primo bacio e ci abbracciavamo per la prima volta.
Ripercorrerò dopo alcune tappe salienti di quest'anno trascorso assieme, prima voglio iniziare col raccontare la serata (e la nottata) di ieri, Venerdì 18.
Verso le sette o giù di lì il mio amore è venuto a prendermi sotto casa: avevamo deciso nel pomeriggio di festeggiare romanticamente, regalandoci una notte assieme in una camera d'albergo, come già avevamo fatto diverse volte.
Il tempo trascorso stavolta prima di rivederlo era stato più lungo del solito, soprattutto perché in settimana c'erano state grandi discussioni che avevano anche rischiato di mettere in gioco tutto. Motivi? Complicato spiegarlo, diciamo in sintesi incomprensioni tra di noi.
Ad ogni modo, tornando a ieri, siamo quindi arrivati a P.: una passeggiata a piedi, nella fredda notte ispida di vento, e poi via a mangiare una pizza.
Ai tavolini il mio amore mi confessa che aveva mancato ancora una volta a una promessa fattami e ci rimango infinitamente male, ma basta che non si ripeta più. Ordiniamo una margherita e una capricciosa più una a birra a testa, già sapendo che andrà a finire che ci ubriacheremo.
Infatti ne aggiungiamo subito un'altra, poi prenotiamo la camera e aggiungiamo che torneremo più tardi ad occuparla. Il proprietario ci fa notare che fa freddo, perciò non ci conviene trattenerci a lungo fuori, e in sovrimpressione sul campo visivo compare la scritta: "FATEMI ANDARE A DORMIRE".
Usciamo e ci dirigiamo subito al bar: due cocktail "Angelo Azzurro" uno dietro l'altro. L'alcol ci prende, il mio amore, con fare estroverso scherza con la barista, all'apparenza più brilla di noi, sul fatto che mi piaccia bere un sorso d'acqua dopo e non prima il caffè, e fa apparire il mio modo di fare come ben raro.
E lei gli risponde: "Anch'io faccio così"
Faccia delusa di Alfa a cui si aggiunge una voce dal fondo dei tavolini lì dietro.
"Sì, io pure"
Frustazione del mio cucciolo bastardo, io scoppio a ridere
Il mio amore osserva in esposizione un
astuccio a forma di cuore, ripieno di Baci Perugina e decide di regalarmelo, dimenticandosi tra l’altro di chiedere prima il prezzo.
La nostra allegria si fa sempre più convulsa ed incontrollabile, così decidiamo di ritornare in albergo e salire in camera, dopo esserci però concessi il colpo di grazia, bevendo ancora una birra.
Ci buttiamo sul letto o per meglio dire ci buttiamo uno sopra l'altro sul letto: siamo completamente sballati e le carezze hanno un che di ingordo, passionale e sincopato e poi, per così dire, ci diamo dentro... ehm :P Meglio che lo dica io, prima che qualcuno che commenta esprima il suo scetticismo sul nostro essere bimbi buoni.
Suona anche il cellulare e il mio amore caccia una voce rauca e dearticolata, tipo grugnito da mostro umanoide dei sotterranei.
Lo sento sforzarsi di mandar fuori la parola "Al...ber...go" che còmpita sillaba per sillaba con qualche sforzo per emetterla.
Ci pietrifichiamo nel sonno alla maniera dei macigni. Mi ridesto per primo quando manca mezz'ora alla nostra sveglia prevista per le sei. Lo faccio notare al mio cucciolo e tentiamo di sbarazzarci della stanchezza. Il mio amore delira sul fatto che il gigante è venuto (in che senso poi non si sa) e quando gli chiedo che cadmio sta dicendo inizia a parlare della copertina di talune guide turistiche inesistenti. Ah, beate allucinazioni :P
Ci rivestiamo alla meno peggio e poi... non si trovano le chiavi della macchina! Ma una notte normale senza complicazioni, no eh? Vabbè che siamo due deviati mentali, come il mio amore ama dire, e che date le premesse....
Ad ogni modo giù a cercare in camera, sotto al letto, nei tiretti del comodino, nel cestino dell'immondizia. Poi a chiedere all'accettazione e in pizzeria se abbiamo dimenticato qualcosa. Infine, in un parossismo crescente di disperazione e surrealismo, a ripercorrere il
viale alberato, i negozi ed i bar della sera precedente. A buttarci ginocchioni di canto alla macchina per tentare tutto il tentabile. Giungo a chiedere informazioni allo spazzino che incontriamo per via.
Poi, dopo aver fatto tutte le congetture umane e fantastiche su come risolvere il nostro problema, si decide di ritornare in hotel e chiedere di poter frugare meglio.... ed ecco che spunta fuori la chiave, ben nascosta, scivolata sotto l'armadio!
Ritornati in possesso di una dose sufficiente di tranquillità, ancora un cornetto prima di tornare a casa. Lo prendiamo lì dove poco prima avevamo spiegato il nostro dramma, sperando di averla dimenticata in quel posto.
- L'avete poi trovata?
- Sì, sì - risponde rassicurato Alfa.
- Meno male, e dov'era? - aggiunge la barista dall'accento straniero.
Attimo di panico e silenzio del mio amore che imbastisce subito imprimendo forza al tono:
- Sotto.... la macchina!
Siamo nelle prime ore del mattino: il sole, appena sorto, già irradia di luce tutto il
panorama.

Quest'anno è scorso via molto velocemente e voglio passare, seppure rapidamente, in rassegna alcuni bei momenti che mi tornano ora alla mente.
A partire dal
giorno in cui ho incontrato il mio amore, alla prima volta che mi ha detto "ti amo", dopo circa un mese scarso che stavamo assieme, momento che non posso dimenticare..
Eravamo in macchina, sdraiati, lui sopra di me, e lo vedo abbassare gli occhi, prendere fiato e mandare giù, come stesse inghiottendo, tutto di un fiato a voce alta: "Ti amo".
Sul momento pensai che si era innamorato troppo presto e per esperienza supposi che chi impiegava poco a convincersi di amare era altrettanto rapido nel persuadersi del contrario. Però, al contempo, mi sciolsi ed ebbi tanta, tanta paura perché temevo di non innamorarmi e di farlo soffrire.
Ricordo poi con piacere le vacanze di Natale dell'anno scorso, e per esempio quando conobbi la sorella del mio ragazzo. Mi viene in mente quando dissi al mio amore che anch'io lo amavo e ci appoggiammo, per metà ubriachi, su un muriciolo in mezzo al verde di una strada deserta vicina al pub dove eravamo con gli altri amici, a divorarci di baci e stritolarci di abbracci. Mi sovviene anche il Capodanno 2005, quando insieme vedemmo sorgere assieme l'alba, meraviglioso, e il bigliettino in cartoncino rosso pieno di frasi dolci in cui il mio amore si augurava già una vita assieme a me, ed io vedevo per la prima volta la sua scrittura.
E poi, confusamente, si riaffacciano al pensiero le immagini di quest'estate,
noi due romanticamente sulla spiaggia, e ancora di quello che combinammo la prima volta che decidemmo di pernottare assieme in albergo.
Quando iniziò l'anno solare che ora man mano scorre via verso il termine ci augurammo di poterlo trascorrere assieme, come primo di tanti altri. Posso ora confessare che allora non credevo che sarebbe stato così ed invece siamo ancora qua! Ti amissimo.
    30 ottobre 2005
Dalle "Memorie di Adriano"

"Accetterò di assimilare l'amore alle gioie puramente fisiche (ammettendo che ve ne siano) quando avrò visto un ghiottone anelare di piacere davanti alla sua pietanza favorita come un innamorato sulla spalla dell'essere amato. Di tutti i nostri giochi, questo è il solo che rischi di sconvolgere l'anima, il solo altresì nel quale chi vi partecipa deve abbandonarsi al delirio dei sensi. Non è necessario per un bevitore abdicare all'uso della ragione, ma l'innamorato che conservi la sua non obbedisce fino in fondo al suo demone.
[...] La piccola frase oscena di Poseidonio - che t'ho visto ricopiare sul tuo quaderno di scuola con una diligenza da primo della classe a proposito dell'attrito di due piccole parti di carne, non definisce il fenomeno dell'amore, così come la corda toccata dal dito non rende conto del miracolo infinito dei suoni.
[...] Non ho mai compreso come si possa essere sazio di un essere umano. La molteplicità delle conquiste contrasta con il desiderio di enumerare esattamente le ricchezze che ogni nuovo amore ci reca, di osservarlo mentre si trasforma; fors'anche, mentre invecchia."
Marguerite Yourcenar


Che entrambi possiamo non saziarci mai l'uno dell'altro, di assaporare le nostre qualità e tentare di smussare i nostri difetti.
Che, come la corda toccata dal dito produce il miracolo infinito dei suoni, anche la nostra anima e il nostro corpo possa gonfiarsi della stessa prodigiosa contentezza, se lambita dalle carezze del corpo e del cuore.
Che il nostro delirio dei sensi non si pieghi giammai alle piccolezze della quotidianità, delle nostre imperfezioni e della testardaggine che ci caratterizza perché esse nulla sono in confronto a ciò che ci lega.
    19 ottobre 2005
Dormire ancora accanto

Inizio questo post condividendo ed approvando la scelta del mio cucciolo di proseguire la scrittura in prima persona. Si riesce ad essere così più diretti ed immediati e del resto l'idea di parlare in terza non era stata mia, ma mi ero adattato per uniformare i contenuti :)

Ciò su cui sono meno d'accordo, ma ormai penso di essere stato più che esauriente su quest'argomento, è quello che dice il mio amore sulle mie scelte e sul mio modo di fare riguardo a questo blog: come ho scritto nei commenti non è stato privatizzato un bel niente, ho solo adottato un sistema di feedback indipendente da piattaforme esterne, meglio integrato al layout del sito, che non censurerà alcunché, se non ciò che infrange la legge e la dignità umana.

È giusto che metta (o tolga) qualche apostrofo et similia dagli scritti del mio cucciolo per assecondare la grammatica? Per alcuni, lui compreso, no, per me sì, perché di sicuro non intacco la sua libertà di espressione; siccome però è più giusto ancora che io eviti quando posso di assumere comportamenti che infastidiscono il mio amore, ho smesso per questo unico motivo.

E ora veniamo ad argomenti di sicuro più rilevanti. Ho trascorso un compleanno magnifico, il primo della mia vita in cui avevo a fianco una persona a cui mi sentivo legato con tutto me stesso. Il primo in cui qualcuno mi ha così tanto colmato di regali, reali ed affettivi, che mi sono sentito contento e felice senza riserve. E chi mi conosce sa che questo è un miracolo per me.

Sono rimasto a bocca aperta quando il mio amore mi ha proposto di andare assieme una notte in albergo, era l'ultima cosa che immaginavo potesse accadere... e invece!

Era dall'estate scorsa che non dormivamo uno di canto all'altro e questa volta poi, appena finito di coccolarci e di parlare, in un batter d'occhio siamo caduti entrambi in contemporanea in un sonno profondo ed ininterrotto fino, ahimé, alla mattina dopo. Grazie di tutto questo, cucciolo.

La dolcezza del mio amore è incomparabile: la cosa che desidero sempre di più è che non la metta mai da parte, nemmeno quando è arrabbiato con me. Oddio, so che fare una scenata al miele è un po' un controsenso, ma a volte credo lui esageri troppo nella direzione inversa. Cioè, ultimamente un po' spesso, lo vedo infiammabilissimo anche sulle cretinate. E allora mi vien da pensare cosa succederà se mai dovessimo affrontare un problema interno alla coppia davvero serio, ed ho paura.

Recentemente un amico mi ha detto che dovevo evitare di fare sempre storie e ci ho provato (non ho quasi mai più iniziato io a litigare), però, ehm... nemmeno mi va troppo se devo sempre stare sulla difensiva a discolparmi delle accuse o a pagare le conseguenze anche delle stronzate più piccole che commetto o che non commetto (ieri sono stato accusato ingiustamente e anche lui lo ha riconosciuto).

Dal mio ragazzo ho bisogno soprattutto di dolcezza, tranquillità, serenità, tutte cose che agogno poiché purtroppo non vivo in un ambiente familiare tranquillo, e per questo sono ipersensibile anche a quelle piccole scaramucce che scivolerebbero addosso a molti.

So anche però che il mio amore ha un temperamento particolare ed un modo di fare tutto suo, e devo anch'io cercare di accettarlo di più, non voglio assolutamente stornare da me tutte le colpe, sia ben chiaro.

Il nostro rapporto non sempre è facile e ciò talvolta può spaventarmi, questo è vero, ma non ho dubbi sui miei sentimenti. Ti amo.